Il mondo dell'ippica perde la sua leggenda più grande. È morto Varenne, il "Capitano", il cavallo capace di trasformare il trotto da sport per appassionati in un fenomeno popolare e di portare milioni di italiani davanti alla televisione per assistere alle sue imprese. Aveva 31 anni. Varenne si è spento nella notte tra lunedì 17 e martedì 18 agosto nella tenuta LJ di Eboli, in provincia di Salerno, dove trascorreva la sua vecchiaia. Secondo quanto comunicato dallo staff che si prendeva cura di lui, il veterinario ha accertato che a stroncarlo è stato un infarto fulminante.
La notizia è stata annunciata attraverso i canali ufficiali dedicati al campione. Un addio carico di commozione per un animale che da tempo aveva smesso di gareggiare, ma che non aveva mai smesso di essere un simbolo dello sport italiano. Varenne era nato il 19 maggio 1995 a Copparo, in provincia di Ferrara, e nel giro di pochi anni sarebbe diventato uno dei più grandi trottatori della storia mondiale.
I numeri raccontano solo in parte la sua grandezza: 73 corse disputate, 62 vittorie e oltre sei milioni di euro conquistati in premi. Con Giampaolo Minnucci in sulky e Jori Turja come allenatore, il Capitano ha dominato le piste più prestigiose del pianeta. Nel suo palmarès figurano due Prix d'Amérique, tre Gran Premi Lotteria di Agnano, due Elitloppet e la Breeders Crown. Nel 2001 riuscì nell'impresa straordinaria di conquistare nello stesso anno Prix d'Amérique, Lotteria, Elitloppet e Breeders Crown, imponendosi definitivamente come dominatore del trotto mondiale.
Ma Varenne è stato molto più dei suoi record. È stato uno dei rarissimi cavalli capaci di uscire dagli ippodromi ed entrare nell'immaginario collettivo. Anche chi non seguiva abitualmente l'ippica conosceva quel nome. Le sue corse diventarono appuntamenti nazionali, le sue vittorie un pezzo della storia sportiva italiana.
Dopo il ritiro dalle competizioni, Varenne aveva continuato a lasciare il proprio segno come stallone, trasmettendo il suo patrimonio genetico a migliaia di discendenti e prolungando così una storia sportiva che difficilmente potrà essere cancellata.
A 31 anni il Capitano ha corso la sua ultima corsa. Questa volta senza cronometro, senza sulky e senza un traguardo da tagliare davanti agli avversari. Resta una carriera irripetibile e resta soprattutto il ricordo di quando bastava pronunciare un solo nome, Varenne, perché un intero Paese sapesse già di chi si stava parlando.