Dodici lingotti d'oro puro, per un totale di oltre 62 chili e un valore complessivo stimato in oltre 8 milioni di euro. È quanto scoperto all'aeroporto di Fiumicino durante un controllo della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle dogane sui bagagli di due passeggeri atterrati con un volo di linea proveniente da Siviglia. I due, secondo quanto ricostruito da Repubblica, sono cittadini spagnoli nati nel 1975 e nel 1972, entrambi commercianti e rappresentanti internazionali di metalli preziosi, residenti a Siviglia. I viaggiatori non avevano presentato la dichiarazione doganale obbligatoria, e per questo una parte dell'oro, pari a oltre 2,2 milioni di euro, è stata sequestrata.
La scoperta è avvenuta durante le normali verifiche sui passeggeri in arrivo nello scalo romano. I finanzieri del Gruppo di Fiumicino e i funzionari dell'Agenzia delle Dogane hanno deciso di controllare i bagagli dei due viaggiatori, trovando fra vestiti ed effetti personali i dodici lingotti in oro purissimo, dotati di regolare certificazione sulla purezza del materiale.
A colpire, oltre al peso, è soprattutto il valore del carico e la sua destinazione finale: l'oro era diretto al polo artigianale di Arezzo, uno dei principali centri europei per la lavorazione dell'oro, dove sarebbe stato mischiato con altre tipologie di oro per produrre monili e gioielli, una quantità che era compatibile con la fornitura a un'azienda orafa di grandi dimensioni attiva nel distretto aretino.
Dagli accertamenti sarebbe infatti emerso che i due passeggeri non avevano con sé alcuna documentazione doganale, nonostante l'importo fosse enormemente superiore alla soglia prevista dalla legge. Dal 2024 le norme italiane equiparano al denaro contante anche l'oro da investimento e quello ad alta purezza quando viene trasportato da un Paese all'altro: chi viaggia con lingotti o altro oro di valore superiore a 10mila euro è tenuto a dichiararlo alla dogana prima di attraversare il confine.
Non si tratta di un divieto di trasporto, portare oro con sé è consentito, tanto che i due commercianti, secondo la ricostruzione di Repubblica, erano conosciuti in ambito internazionale proprio per gli spostamenti frequenti tra Siviglia e i principali poli europei di lavorazione dell'oro, incluso quello di Arezzo, ma il passaggio deve essere dichiarato e accompagnato dai documenti che ne attestano provenienza e destinazione. Nel caso dei due fermati a Fiumicino, secondo quanto riferito dalla Guardia di Finanza, questo passaggio sarebbe stato completamente omesso.
È scattato quindi il sequestro amministrativo di una parte dei lingotti, non dell'intero carico, ma di una quota sufficiente a coprire la sanzione che potrà essere applicata: il controvalore sequestrato ammonta, con precisione, a 2 milioni e 210.415 euro. Gli accertamenti in corso serviranno ora a ricostruire nel dettaglio la provenienza dell'oro e le modalità del trasporto. Il carico resta uno dei più consistenti intercettati negli ultimi tempi all'aeroporto romano.