L’agricoltura italiana rappresenta una risorsa strategica per la sovranità alimentare, la competitività economica e la coesione territoriale. Lo ha affermato Fabio Vitale (direttore dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, Agea), intervenendo sul ruolo del settore nel contesto europeo e internazionale, caratterizzato da nuove barriere commerciali e dalla frammentazione dei mercati.

Secondo Vitale, ridimensionare l’importanza dell’agricoltura rischia di trascurare il valore della produzione alimentare nazionale. “È l’opposto della lezione degli ultimi anni: chi non produce il proprio cibo finisce per dipendere da altri”, ha dichiarato, sottolineando il legame tra capacità produttiva e autonomia dei Paesi.

Italia ai vertici europei per valore aggiunto agricolo

Nel suo intervento, il direttore dell’Agea ha richiamato i dati relativi al peso dell’agricoltura italiana nell’Unione europea. L’Italia si colloca al primo posto per valore aggiunto agricolo, con quasi il 17% del totale Ue, davanti a Spagna e Francia.

Vitale ha inoltre evidenziato i risultati dell’export agroalimentare italiano, che nel 2025 ha raggiunto il livello record di circa 73 miliardi di euro. Dati che, secondo il direttore, confermano il contributo del comparto all’economia nazionale e alla presenza dell’Italia sui mercati internazionali.

Sovranità alimentare e politiche agricole

Nel quadro delineato da Vitale, l’agricoltura non dovrebbe essere considerata una voce di spesa da ridurre, ma un settore con ricadute sulla sicurezza degli approvvigionamenti, sulla qualità delle produzioni e sul mantenimento delle attività economiche nei territori.

“Non un costo da comprimere”, ha osservato, “ma un presidio di sovranità, qualità e coesione dei territori”. Il direttore ha quindi richiamato l’attenzione sulla necessità di riconoscere il ruolo strategico degli agricoltori, anche alla luce delle trasformazioni degli scambi commerciali internazionali.

Vitale: necessario un sostegno culturale e politico

Vitale ha infine sostenuto che il rafforzamento dell’agricoltura non dipende soltanto dalle risorse economiche destinate al settore, ma anche dal riconoscimento del suo valore nella società e nelle scelte istituzionali.

“Per questo certe tesi non vanno solo confutate, vanno contrastate”, ha affermato il direttore dell’Agea. “Prima ancora che di sostegno economico, l’agricoltura e gli agricoltori italiani hanno bisogno di sostegno culturale, e quindi politico”.