Una «spinta motivazionale interna, ossessiva e incontrollabile», associata a una condotta con «carattere di serialità». È il profilo delineato dagli specialisti del Racis dei carabinieri di Roma, sezione di psicologia investigativa, nell’approfondimento sulla personalità di Luca Spada, l’ex autista di ambulanze detenuto con l’accusa di aver provocato la morte di sei pazienti anziani attraverso iniezioni d’aria.
Secondo la relazione, richiamata dal pm Andrea Marchini e dal Gip nel provvedimento che ha respinto la richiesta di scarcerazione, le vittime sarebbero state individuate sulla base di caratteristiche ricorrenti, in particolare età avanzata e condizioni di salute compromesse. Gli investigatori riconducono gli episodi a uno «schema operativo identificabile e non riconducibile a singoli episodi isolati o meramente occasionali», definito anche come uno «schema comportamentale che si ripete nel tempo attraverso modalità analoghe e funzionalmente coerenti», fino a configurare una dinamica segnata dalla «coazione a ripetere», si legge su 'Rainews'.
Per gli specialisti dell'Arma, inoltre, emergerebbero «il mantenimento nel tempo delle motivazioni e degli obiettivi eliminatori senza ravvedimenti o ripensamenti» e «azioni ben concatenate e ideazioni articolate», elementi che, secondo la ricostruzione investigativa, indicherebbero una scelta consapevole delle vittime e una pianificazione non occasionale.
Particolare rilievo viene attribuito anche agli accessi ospedalieri dell’indagato, compreso un episodio nel quale si sarebbe provocato un’embolia. Per i carabinieri potrebbero essere stati una fase di preparazione, riconducibile a «sperimentazione, verifica o affinamento» delle modalità operative. Anche il cosiddetto «cooling-off», quindi, non sarebbe necessariamente una pausa, ma una prosecuzione meno evidente del progetto.
Spada, che sarà giudicato con rito immediato il 15 ottobre per la morte di Deanna Mambelli, 85 anni, si è sempre dichiarato innocente: «erano persone malate in modo grave; non sono morte tutte in ambulanza ma soltanto una, gli altri sono morti alcuni giorni dopo il trasporto».