L’Aquila si conferma laboratorio di idee e di confronto culturale con il convegno “Il Passato allo Specchio - Modelli di Didattica e Rappresentazione della Storia tra Arte e Cultura”, ospitato al Palazzetto dei Nobili. L’iniziativa, promossa da L’Aquila che Rinasce ETS in collaborazione con Gente e Territori e sostenuta dal Ministero della Cultura, ha riunito ricercatori, divulgatori, professionisti della comunicazione, artisti ed esperti di archeologia sperimentale per riflettere sulle nuove modalità di insegnare, raccontare e valorizzare la storia.

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L’obiettivo del progetto è stato quello di approfondire il rapporto tra ricerca scientifica, patrimonio culturale e innovazione, mettendo in luce come la conoscenza del passato possa diventare uno strumento concreto per comprendere il presente e costruire una maggiore consapevolezza civica.

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Ad aprire i lavori sono stati gli interventi di Diego De Felice, Domenico Impelluso, Federico Marangoni, Paolo Orsini, Pietro Piccirilli, Carlo Prosperi, Salvatore Santangelo e Andrea Tozzi, che hanno affrontato il tema della rappresentazione della storia tra rigore accademico e divulgazione, evidenziando l’importanza di rendere accessibili contenuti complessi senza rinunciare alla qualità scientifica.

Successivamente l’intervista di Miska Ruggeri a Emanuele Merlino ha posto l’attenzione sul ruolo della comunicazione culturale nell’era digitale e sulla responsabilità della divulgazione nel contribuire alla formazione dell’opinione pubblica. Ad aprire la giornata sono stati i saluti istituzionali dell’assessore regionale Roberto Santangelo.

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Nel suo intervento, la presidente di L’Aquila che Rinasce ETS, Virginia Como, ha sottolineato come il convegno abbia rappresentato un’occasione di dialogo tra istituzioni, università, associazioni e società civile, ponendo al centro il tema della didattica della storia e delle strategie per valorizzare il patrimonio culturale attraverso strumenti sempre più innovativi.

Nel corso del confronto è emersa una convinzione condivisa: la storia non rappresenta soltanto una disciplina accademica, ma costituisce un elemento fondamentale per comprendere le trasformazioni della società, rafforzare l’identità culturale e formare cittadini consapevoli. Per questo motivo la ricerca è chiamata a dialogare sempre più con la divulgazione, le arti, le tecnologie digitali e le nuove metodologie didattiche.

Ampio spazio è stato dedicato anche alle esperienze di simulazione storica, ricostruzione filologica, modellismo, archeologia sperimentale e comunicazione multimediale, strumenti capaci di trasformare lo studio del passato in un’esperienza coinvolgente e partecipata.

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Un’impostazione che trova conferma anche nelle più recenti esperienze nazionali. È stato infatti richiamato il nuovo modulo formativo di INDIRE dedicato alla didattica ludica e alla simulazione storica, pensato per offrire al personale scolastico strumenti innovativi capaci di coinvolgere le nuove generazioni e contribuire al contrasto della dispersione scolastica.

Con la conclusione del convegno, L’Aquila rafforza il proprio ruolo di punto di riferimento per il confronto sui temi dell’educazione storica e della valorizzazione del patrimonio culturale, favorendo nuove collaborazioni tra mondo accademico, istituzioni e professionisti della divulgazione nella prospettiva di sviluppare modelli didattici sempre più efficaci e inclusivi.