Era il giugno del 2019 quando un intervento di soccorso sulle montagne dell’Arizona fece il giro del mondo per un episodio inquietante. Protagonista della vicenda fu Katalin Metro, un’escursionista di 74 anni rimasta ferita al naso dopo una caduta sul Piestewa Peak, nei pressi di Phoenix.
Durante il recupero con l’elicottero, la barella agganciata al verricello iniziò improvvisamente a ruotare senza controllo. Sospesa nel vuoto, la donna compì decine e decine di rotazioni prima che i soccorritori riuscissero a stabilizzare il sistema. Secondo quanto riferito dal marito, la barella arrivò a compiere circa 174 giri completi.
Le immagini del salvataggio fecero rapidamente il giro del mondo, mostrando l’escursionista che ruotava vorticosamente sotto l’elicottero. La donna raccontò in seguito di aver cercato di mantenere la calma concentrandosi sulla respirazione, convinta in alcuni momenti che non sarebbe sopravvissuta.
Le autorità spiegarono che il fenomeno era stato causato dalla combinazione del cosiddetto rotor wash (la forte turbolenza prodotta dalle pale dell’elicottero) e delle particolari condizioni del recupero. Un evento considerato estremamente raro nelle operazioni di soccorso aereo.
La vicenda, però, non si concluse con il salvataggio. Nel 2020 Katalin Metro e il marito citarono in giudizio la Città di Phoenix, sostenendo che il recupero in elicottero non fosse necessario e che la donna avrebbe potuto essere evacuata via terra. Nella causa denunciarono inoltre gravi errori nell’esecuzione del soccorso, chiedendo un risarcimento di 2 milioni di dollari.
Secondo gli atti giudiziari, l’incidente avrebbe provocato non solo un forte trauma psicologico, ma anche lesioni fisiche e ingenti spese mediche, quantificate in oltre 290 mila dollari.
La controversia si è infine conclusa nel dicembre 2021, quando il Consiglio comunale di Phoenix ha approvato un accordo transattivo da 450 mila dollari in favore dell’escursionista. L’intesa ha chiuso definitivamente il procedimento senza arrivare a un processo e senza un’ammissione formale di responsabilità da parte della città.
A distanza di anni, il video continua a essere uno dei filmati di soccorso più impressionanti mai diffusi online, mentre il caso è spesso citato anche negli ambienti del soccorso alpino e dell’elisoccorso come esempio dell’importanza delle procedure di stabilizzazione delle barelle durante le operazioni di recupero.