Si conclude con un'assoluzione piena una delle più articolate vicende giudiziarie che hanno interessato il Comune di Artena. Il Tribunale di Velletri, in composizione collegiale, al termine di un processo durato circa quattro anni, ha assolto tutti gli imputati coinvolti nel procedimento nato dall'inchiesta che aveva portato la Procura a contestare ben 32 capi d'imputazione nei confronti dell'allora sindaco, assessori, dirigenti, tecnici comunali e altri funzionari e dipendenti dell'ente. Secondo quanto riferito dalla difesa, la decisione è stata pronunciata con la formula piena prevista dall'articolo 530, primo comma, del Codice di procedura penale, "perché il fatto non sussiste".

L'indagine, sfociata nell'avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato nel gennaio 2021, ricostruiva una presunta gestione illecita di numerosi procedimenti amministrativi del Comune di Artena tra il 2017 e il 2019. Le contestazioni erano estremamente articolate e riguardavano, a vario titolo e nei confronti dei diversi imputati, ipotesi di abuso d'ufficio, falso ideologico in atto pubblico, violenza privata, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, turbativa d'asta, corruzione, frode processuale, omissione di denuncia di reato, truffa aggravata ai danni dell'ente pubblico e altri reati contro la pubblica amministrazione.

Tra gli episodi contestati figuravano la predisposizione del bilancio di previsione del Comune, l'organizzazione di concorsi pubblici per assunzioni, affidamenti di lavori pubblici, gare e procedure negoziate, presunte irregolarità nella gestione di verbali e sanzioni amministrative, oltre a vicende riguardanti incarichi professionali e rapporti con imprese private. L'impianto accusatorio era composto da 32 distinti capi d'imputazione, molti dei quali contestati in concorso tra più persone.

L'inchiesta aveva coinvolto complessivamente ventuno persone, tra cui l'allora sindaco Felicetto Angelini, assessori, dirigenti comunali, tecnici, revisori dei conti, dipendenti e funzionari pubblici. Per alcuni di loro erano state disposte anche misure cautelari personali durante la fase delle indagini, tra cui arresti domiciliari e sospensioni dall'esercizio delle funzioni pubbliche, provvedimenti che avevano inciso profondamente sulla loro vita personale, professionale e amministrativa.

A distanza di anni, il Tribunale di Velletri ha però completamente ribaltato l'impostazione accusatoria, assolvendo tutti gli imputati. Secondo quanto riferito dai difensori, la formula adottata dal collegio è quella prevista dall'articolo 530, primo comma, del Codice di procedura penale, ossia "perché il fatto non sussiste", la formula assolutoria più ampia prevista dall'ordinamento penale italiano, che esclude la sussistenza del fatto contestato.

La decisione rappresenta un passaggio particolarmente significativo anche sotto il profilo umano. Dopo anni di indagini, misure cautelari e processo, il verdetto del Tribunale restituisce piena dignità agli imputati, ponendo fine a una vicenda giudiziaria che aveva profondamente segnato la vita amministrativa e politica della città di Artena.

Determinante, nel corso del procedimento, anche il lavoro del collegio difensivo composto da numerosi professionisti, tra cui gli avvocati Ivano Nardozi, Giosuè Bruno Naso, Maurizio Frascacco, Ferdinando Massimo, Marco Fagiolo, Giovanbattista Maggiorelli, Stefano Giorgio, Stefano Perica, Domenico Bianchi, Rossella Giamogante, Guido Furiguele, Ciro Palumbo, Michele Romani, Vito Perugini, Carlo Annese, Anna Scifoni, Chiara Mulliri, Adriano Formiconi e altri legali che hanno assistito i diversi imputati nelle varie posizioni processuali.

La decisione mette così la parola fine a una delle più complesse vicende giudiziarie che abbiano interessato negli ultimi anni il Comune di Artena. Con il deposito delle motivazioni sarà possibile conoscere nel dettaglio il percorso argomentativo seguito dal collegio giudicante che ha condotto all'assoluzione di tutti gli imputati.