Un asse sempre più stretto tra Unione Europea e Canada, costruito attorno a difesa, sicurezza energetica, materie prime critiche, tecnologia e valori democratici. È quanto emerso a Strasburgo, dove la proposta lanciata da von der Leyen ha trovato accoglienza favorevole in Carney, intervenuto davanti al Parlamento Europeo. Il premier si è mostrato prudente sulla formula giuridica, sottolineando che la sua definizione spetta all'Europa e che ciò che conta è la sostanza della cooperazione.
"Non siamo alleati soltanto quando il tempo è bello", ha dichiarato Carney in uno dei passaggi centrali del suo discorso, insistendo sulle radici storiche che uniscono le due sponde dell'Atlantico e su un patrimonio comune fondato su stato di diritto, dignità umana, libertà e democrazia. Anche la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola ha richiamato questa dimensione storica, ricordando il contributo dei soldati canadesi alla liberazione dell'Europa durante la Seconda guerra mondiale, e in particolare allo sbarco in Normandia del 1944.
Il progetto, che la Commissione europea definisce per ora "Alliance for the Future", punta ad approfondire la cooperazione tra Bruxelles e Ottawa in numerosi settori. Von der Leyen ha indicato manifattura, tecnologia, integrazione delle basi industriali della difesa, Artico, energia, minerali critici, batterie, intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche, cybersicurezza e sicurezza economica. Carney ha aggiunto a questi ambiti la finanza e una maggiore mobilità tra cittadini delle due sponde dell'Atlantico. Il Canada dispone di importanti riserve di litio, cobalto, nichel e grafite, risorse decisive per l'industria europea e per la transizione energetica, mentre la cooperazione potrebbe estendersi anche al gas naturale liquefatto e all'idrogeno. Sul fronte militare, un primo passo è già stato compiuto con il coinvolgimento canadese nel programma Safe, dedicato agli approvvigionamenti congiunti per la difesa. Sul piano scientifico, Ottawa è già integrata in Horizon Europe.
Carney ha descritto il possibile partenariato come un modello capace di diventare un "faro per le democrazie" in una fase segnata dall'avanzata delle autocrazie. Richiamando la storia dell'integrazione europea, ha sostenuto che la libertà non si difende una volta per tutte, ma va riconquistata ogni giorno.
Tra le nuove vulnerabilità delle democrazie, il premier ha indicato il cambiamento climatico, l'uso del commercio e dei dazi come strumenti di pressione politica, la dipendenza dalle catene globali di approvvigionamento e il crescente potere delle grandi piattaforme tecnologiche, che secondo Carney cercano di imporre proprie regole sull'accesso ai servizi e possono contribuire alla diffusione della disinformazione, un terreno su cui ha richiamato anche gli indirizzi già espressi da Parlamento e Commissione europea.
Sullo sfondo dell'avvicinamento tra Ottawa e Bruxelles resta la reazione del presidente americano Donald Trump, che ha definito la proposta “ridicola”, minacciando pesanti dazi e anche di interrompere gli scambi con l'Europa se Washington dovesse considerare ostile l'iniziativa. La Commissione europea ha replicato precisando che la partnership con il Canada "non nasce contro qualcuno", mentre da Ottawa è arrivato un messaggio altrettanto netto: “nessuno può dire al Canada con chi stringere le proprie alleanze”.
La proposta non equivale comunque all'ingresso del Canada nell'Unione Europea, riservato dagli attuali Trattati agli Stati europei: lo status di "membro associato" è una formula priva di precedenti nell'Ue, i cui contorni istituzionali devono ancora essere definiti. Il messaggio arrivato da Strasburgo resta soprattutto politico: come ha sottolineato Carney davanti all'Europarlamento, Canada ed Europa condividono interessi e valori e intendono rafforzare la propria cooperazione.