L'Ater di Roma avrebbe avviato le procedure di sfratto per morosità nei confronti di 14 sedi del Partito democratico nella Capitale, a causa di un debito complessivo che ammonterebbe a circa 70mila euro per il mancato pagamento dei canoni di locazione. La vicenda riguarda le utenze immobiliari del Pd e il mancato rispetto, secondo quanto riferito da esponenti di Fratelli d'Italia, del piano di rientro concordato con l'azienda territoriale per l'edilizia residenziale.
A intervenire sulla questione sono il consigliere di Roma Capitale, Stefano Erbaggi, e la dirigente di Fratelli d'Italia, Nausica Cangini, che hanno diffuso una nota nella quale contestano l'esito dell'accordo tra il Partito democratico e Ater. Secondo i due esponenti, il piano di rientro non avrebbe prodotto i risultati previsti e la situazione debitoria sarebbe rimasta irrisolta.
La contestazione di Erbaggi e Cangini sul debito del Pd
«Fallisce in maniera inequivocabile e disastrosa il piano di rientro concordato dal Partito democratico con Ater, in merito all'utenza di affitto di 14 sedi romane. I Dem avrebbero maturato un debito di circa 70mila euro», dichiarano Erbaggi e Cangini.
Nella nota, i due rappresentanti di Fratelli d'Italia collegano la vicenda alla gestione amministrativa del partito, sollevando critiche sul mancato pagamento dei canoni di locazione. Nel loro intervento evidenziano inoltre quella che considerano una contraddizione tra la posizione politica del Pd sui temi della casa e la situazione relativa agli immobili utilizzati dal partito.
Le critiche politiche sulla gestione delle sedi
Erbaggi e Cangini affermano che «è assurdo pensare che un partito politico che professa democrazia e legalità, che parla di emergenza casa, poi faccia figure di questo genere». I due esponenti contestano quindi la gestione della vicenda e sostengono che il mancato rispetto degli impegni economici possa incidere sulla credibilità del Partito democratico.
Nel comunicato viene richiamata anche la precedente gestione della Regione Lazio a maggioranza di centrosinistra, con un riferimento ai problemi informatici emersi durante quel periodo. Un passaggio che Erbaggi e Cangini inseriscono nel quadro delle loro critiche all'operato amministrativo della sinistra.
La nota si conclude con un giudizio politico sulla vicenda: secondo i due esponenti di Fratelli d'Italia, il caso delle 14 sedi romane rappresenterebbe un elemento ulteriore di difficoltà per l'immagine pubblica del Pd.