L’Italia dell’atletica lascia Birmingham da prima forza d’Europa, al termine di una rassegna che ha restituito l’immagine di una Nazionale competitiva in quasi ogni settore. Il bilancio finale è di 22 medaglie, 10 d’oro, 6 d’argento e 6 di bronzo, numeri che valgono agli azzurri il primo posto nel medagliere continentale.
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A mettere il sigillo sull’ultima giornata è stata Larissa Iapichino, capace di vincere il titolo europeo nel salto in lungo con una misura di 7 metri ottenuta già al primo tentativo. Un centimetro appena ha separato l’azzurra dalla britannica Jazmin Sawyers, seconda, mentre il bronzo è andato alla francese Hilary Kpatcha. Poco più tardi è arrivato anche l’oro della 4x400 maschile, che ha preceduto la Gran Bretagna e ha consegnato definitivamente all’Italia la vetta del medagliere.
La serata conclusiva ha regalato anche il bronzo della staffetta femminile, con Alessandra Bonora, Anna Polinari, Alice Mangione ed Eloisa Coiro, terze dietro Olanda e Gran Bretagna. Meno fortunata la 4x100 mista, fermata da un errore nel passaggio del testimone al secondo cambio.
Il successo azzurro, però, è stato costruito nell’arco di tutta la manifestazione. Nadia Battocletti ha firmato una doppietta nei 5.000 e 10.000 metri, mentre Gianmarco Tamberi è tornato sul gradino più alto del podio nel salto in alto. Oro anche per Leonardo Fabbri nel peso, Andy Diaz e Dariya Derkach nel triplo, Massimo Stano nella maratona di marcia e Sofia Fiorini, protagonista della stessa distanza con il nuovo record mondiale di 3 ore, 15 minuti e 11 secondi.
Non sono mancati risultati importanti anche fuori dal primo gradino del podio, dall’argento di Pietro Riva nella maratona a quello della squadra femminile, fino ai piazzamenti di Francesco Fortunato, Alexandrina Mihai, Zane Weir e Sara Fantini. Tra i bronzi spiccano quelli di Fausto Desalu nei 200 metri, Matteo Sioli nell’alto e Andrea Dallavalle nel triplo.
Più che un exploit legato a pochi campioni, Birmingham consegna dunque all’Italia un risultato costruito sulla profondità della squadra. Velocità, fondo, marcia, salti e lanci hanno contribuito allo stesso modo a un medagliere che certifica la crescita dell’intero movimento e porta l’atletica azzurra sul tetto d’Europa