Svolta nell’inchiesta sull’attentato contro Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore di Report. I carabinieri hanno arrestato Valter Lavitola, ex editore e imprenditore, ritenuto dagli inquirenti il presunto mandante dell’azione dinamitarda avvenuta lo scorso 16 ottobre davanti all’abitazione del giornalista a Pomezia.
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip di Roma ed eseguita dal Nucleo Investigativo dei carabinieri. Lavitola era già stato perquisito il 4 luglio e pochi giorni dopo, l’8 luglio, era stato convocato in Procura. In quell’occasione si era avvalso della facoltà di non rispondere, limitandosi a rendere alcune dichiarazioni spontanee.
Secondo l’impostazione accusatoria, Lavitola avrebbe commissionato l’attentato servendosi di un intermediario. Si tratta di Gomes Tavares, cittadino camerunense per il quale è stato emesso un mandato di arresto. L’uomo risulta attualmente latitante e si troverebbe in Africa.
Gli investigatori ritengono che Tavares abbia fatto da collegamento tra Lavitola e una banda composta da quattro persone, indicate come gli esecutori materiali dell’attacco. Proprio nei confronti di tre uomini e una donna erano già state eseguite, alla fine di giugno, altrettante misure cautelari.
Le contestazioni formulate nell’ambito dell’inchiesta comprendono, a vario titolo, detenzione e utilizzo di un ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento. A Lavitola viene inoltre contestata l’aggravante del metodo mafioso.
L’indagine è coordinata dalla Procura di Roma e prosegue per ricostruire nel dettaglio i rapporti tra i diversi indagati, chiarire il movente dell’attentato e verificare eventuali ulteriori responsabilità. Gli inquirenti stanno analizzando anche telefoni, chat e contatti che potrebbero aiutare a definire la catena di comando dietro l’azione contro Ranucci.