Sarebbero due adolescenti di 16 e 17 anni i responsabili delle sei aggressioni commesse a Roma tra il 4 e il 5 ottobre da bordo di una minicar, tra cui quella ai danni dell’attore Davide Iacopini, ancora ricoverato in ospedale in prognosi riservata. I carabinieri e gli agenti della polizia locale hanno identificato i giovani e sequestrato nella notte una vettura compatibile con quella utilizzata negli episodi. Entrambi, ascoltati in caserma dal pubblico ministero della Procura capitolina, avrebbero ammesso le proprie responsabilità. L’ipotesi di reato contestata è quella di tentato omicidio, ma gli atti saranno ora valutati dalla Procura presso il Tribunale per i minorenni. «L'abbiamo fatto per gioco, ci annoiavamo. Ci siamo fermati solo quando abbiamo saputo dell'attore ferito. Ci dispiace», avrebbero confessato i due ragazzi come riportato dal 'Corriere della Sera'.
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura di Roma e condotta dai carabinieri della compagnia Roma San Pietro con il supporto delle sezioni Cyber Investigation e Rilievi Tecnico Scientifici del Nucleo Investigativo e del Ris, ha permesso di raccogliere elementi ritenuti rilevanti per collegare il veicolo ai sei episodi. La minicar nera è stata rintracciata nei pressi dell’abitazione del diciassettenne, indicato come proprietario, nel quartiere Monteverde. Il sedicenne risiederebbe invece a Testaccio.
Un contributo decisivo sarebbe arrivato dalla testimonianza di un meccanico, che ha riconosciuto la vettura grazie ad alcune modifiche da lui stesso eseguite: l’installazione di luci a led rossi in prossimità della targa e sul paraurti, oltre all’applicazione di adesivi. Un’etichetta con il numero dell’officina ha consentito agli investigatori di risalire all’artigiano e, attraverso di lui, al proprietario del mezzo, che sarebbe figlio di un carabiniere.
Gli accertamenti sui profili social dei ragazzi avrebbero inoltre permesso di individuare il secondo giovane. Quest’ultimo avrebbe riconosciuto anche un cappellino recuperato in strada dopo una delle aggressioni avvenute nella zona di Ponte Testaccio. Sul telefono di uno dei due sarebbe stata trovata un’applicazione per monitorare gli spostamenti, utilizzata anche per il controllo dei figli da parte dei genitori.
Secondo quanto emerso, i ragazzi avrebbero compiuto le aggressioni mentre festeggiavano il compleanno di uno dei due. Entrambi avrebbero inoltre un precedente comune per furto. Le indagini proseguono per definire le singole responsabilità, mentre resta grave il quadro clinico di Iacopini.