Si allarga ancora il fronte delle compagnie petrolifere che intervengono sui prezzi di benzina e diesel. Dopo Eni, IP e Q8, anche Tamoil ha deciso di adottare una serie di misure per contenere il costo dei carburanti commercializzati presso la propria rete, con un'iniziativa che resterà in vigore fino al 31 ottobre 2026. Un nuovo segnale che arriva dopo l'azione del Governo Meloni per spingere i grandi operatori del settore a intervenire contro i rincari provocati dalle tensioni internazionali sui mercati energetici.
Nei giorni scorsi Eni aveva fissato per la propria rete Enilive un tetto di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il diesel, seguita da IP e successivamente da Q8, che ha annunciato un proprio sistema di contenimento dei prezzi. Ora arriva anche Tamoil. La società del gruppo Oilinvest spiega che la decisione nasce dalle "attuali condizioni straordinarie determinate dalla situazione internazionale" e dalle conseguenze che queste stanno producendo sul potere d'acquisto delle famiglie e sui costi delle imprese.
Tamoil afferma inoltre di aver raccolto gli appelli provenienti dalle istituzioni e dalle associazioni dei consumatori, con l'obiettivo di sostenere concretamente la mobilità dei cittadini. Secondo i dati riportati da Adnkronos, sarebbero circa 1.400 gli impianti Tamoil interessati dall'iniziativa. Sommando le reti riconducibili a Eni, IP e Q8, il bacino potenzialmente coinvolto dalle diverse misure di contenimento arriverebbe a circa 11.200 distributori sui circa 22mila presenti in Italia, pari al 50,9% della rete nazionale.
Una soglia importante anche sotto il profilo della concorrenza: quando oltre metà del mercato si muove verso prezzi più bassi, infatti, aumenta inevitabilmente la pressione sugli altri operatori affinché adeguino i propri listini per non perdere clienti. L'effetto dell'appello del Governo Meloni, dunque, si sta progressivamente allargando: partito da Eni, ha coinvolto IP e Q8 e ora raggiunge Tamoil. Resta da verificare quanto le singole misure si tradurranno concretamente in risparmio alla pompa e se altri marchi decideranno di seguire la stessa strada. Il primo effetto, però, è già evidente: il fronte delle compagnie che hanno deciso di intervenire sui prezzi continua a crescere.