"Chi pensa di far bene votando Vannacci invece che Meloni, di fatto fa abbassare i voti per Meloni e fa vincere Schlein". Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, lo ha detto oggi ai microfoni di Corrente alternata, il programma condotto da Francesco Borgonovo su Giornale Radio.

Il riferimento è a Roberto Vannacci e a Futuro Nazionale, il movimento fondato dall'ex generale dopo la sua uscita dalla Lega. Secondo Bignami, chi sceglie Vannacci anziché Giorgia Meloni finisce quindi per indebolire Fratelli d'Italia e favorire il Partito democratico guidato da Elly Schlein.

Il tema del voto utile è da tempo al centro del confronto nel centrodestra. Vannacci viene indicato dai sondaggi come una forza in crescita e il suo movimento punta a raccogliere consensi soprattutto nell'area dell'attuale maggioranza, dove Lega e Forza Italia sono tra i partiti maggiormente esposti alla concorrenza.

Nel corso dell'intervista Bignami ha parlato anche del voto di preferenza, rivendicando a Fratelli d'Italia e al centrodestra il merito della sua introduzione.

"Il fatto che gli italiani oggi possano esprimere la preferenza è merito di Fratelli d'Italia e del centrodestra. Dopo 35 anni in cui i partiti indicavano i propri rappresentanti in Parlamento, oggi finalmente abbiamo la possibilità di esprimere la preferenza per un parlamentare invece che per un altro", ha detto.

Il nodo Vannacci

Le dichiarazioni di Bignami arrivano mentre i rapporti tra Fratelli d'Italia e Futuro Nazionale restano segnati dalla concorrenza sullo stesso elettorato.

Dopo aver lasciato la Lega, Vannacci ha più volte rivendicato la volontà di mantenere un rapporto con la coalizione di governo, pur presentandosi come leader di una forza autonoma. Da Fratelli d'Italia sono invece arrivati diversi appelli agli elettori di centrodestra a non disperdere il voto.

Anche sul tema delle preferenze le posizioni dei due si sono incrociate. Vannacci si era infatti espresso a favore del ripristino del voto di preferenza, mentre oggi il suo consenso viene indicato da esponenti di FdI come un possibile fattore di indebolimento del partito di Giorgia Meloni.