Doveva essere il giorno del ritorno a Palmoli, anche se soltanto per poche ore. Dopo circa dieci mesi dall’allontanamento, i tre figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham avrebbero dovuto trascorrere alcune ore insieme ai genitori nella casa messa a disposizione della famiglia. L’incontro, però, è saltato all’ultimo momento: secondo quanto riferito dal sindaco Giuseppe Masciulli, gli operatori dei servizi sociali avrebbero ritenuto che non ci fossero sufficienti condizioni di sicurezza e riservatezza. Genitori e figli si sarebbero comunque incontrati, ma nella consueta località protetta.
Una decisione arrivata al termine di una giornata di attesa e destinata inevitabilmente a riaccendere le polemiche intorno alla vicenda della cosiddetta "famiglia nel bosco". Il rientro a Palmoli rappresentava infatti una delle tappe del percorso graduale indicato dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila verso un possibile ricongiungimento familiare. I bambini vivono in una struttura protetta a Vasto dopo il provvedimento che ha disposto la sospensione della responsabilità genitoriale.
A contestare duramente quanto accaduto è stato proprio il sindaco di Palmoli Giuseppe Masciulli, che ha parlato di una situazione "veramente incredibile", sostenendo che i tempi del percorso vengano continuamente dilatati e accusando i servizi sociali di cercare ogni volta un nuovo impedimento. Si tratta della posizione del primo cittadino, alla quale si affianca quella dell’avvocato della famiglia Simone Pillon: il legale ha spiegato che l’area era stata transennata dal Comune proprio per garantire la privacy e ha espresso amarezza perché i bambini aspettavano da mesi quel momento.
La vicenda assume un peso ancora maggiore perché il percorso di riavvicinamento era finalmente entrato in una fase concreta. Il Tribunale ha previsto un rientro progressivo e monitorato dai servizi sociali, mentre nei giorni scorsi era stata coinvolta una nuova assistente sociale proprio per concordare le modalità del graduale ritorno dei minori.
Sul tavolo rimane anche il capitolo economico. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Masciulli, la permanenza nella casa-famiglia costa al Comune circa 7.500 euro al mese. Una cifra particolarmente significativa per un piccolo centro come Palmoli e che, secondo il sindaco, avrebbe raggiunto complessivamente circa 75mila euro.
Il 15 settembre, dunque, doveva rappresentare un passaggio simbolico e concreto verso il ritorno alla normalità. Invece la visita nella casa di Palmoli è stata rinviata e l'incontro si è svolto altrove. Il percorso stabilito dal Tribunale prosegue, ma quanto accaduto dimostra quanto il cammino verso il ricongiungimento della famiglia resti ancora complesso e sottoposto alle valutazioni dei professionisti incaricati della tutela dei minori.