Una sanzione di 1,75 milioni di euro per Rete Ferroviaria Italiana dopo il pesante blocco della circolazione ferroviaria verificatosi il 2 ottobre 2024 a Roma. È quanto deciso dall’Autorità di regolazione dei trasporti al termine del procedimento aperto nei confronti della società nel luglio 2025, a seguito dei disagi che avevano interessato l’intera rete nazionale.

Quel giorno un problema alla linea elettrica, emerso durante alcuni lavori notturni sul nodo ferroviario della Capitale, aveva provocato pesanti ripercussioni sull’Alta velocità, sugli Intercity e sui collegamenti regionali. Il bilancio era stato di quasi 500 treni soppressi e circa 70mila minuti complessivi di ritardo, con migliaia di viaggiatori costretti a lunghe attese nelle stazioni e la circolazione fortemente rallentata fino alla sera. Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini aveva parlato di un errore commesso da una società esterna, spiegando che un’impresa privata aveva «piantato un chiodo su un cavo».

Per l’Autorità, Rfi non avrebbe garantito adeguatamente le condizioni necessarie al regolare funzionamento dell’infrastruttura. Nella delibera si contesta infatti alla società di non aver predisposto «misure idonee a garantire l’esercizio e la manutenzione dell’infrastruttura, assicurandone l’accessibilità e la funzionalità». La cifra è stata fissata in 1,75 milioni, 250mila euro in meno rispetto al tetto massimo di 2 milioni, alla luce delle iniziative adottate dopo l’accaduto.

Rfi contesta però l’interpretazione dell’Autorità e, pur prendendo atto del provvedimento, sottolinea di aver agito senza ritardi per riportare la situazione alla normalità. L’azienda attribuisce l’origine dell’incidente a «una ditta esterna al Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, impegnata in lavori notturni» e definisce l’episodio un guasto infrastrutturale, affrontato con interventi successivi che hanno consentito di riattivare gradualmente il servizio.

Rfi ricorda infine che anche il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva chiesto chiarimenti sulla vicenda e, dopo aver ricevuto le informazioni, «non ha ritenuto di formulare alcuna contestazione».