È scattato all'alba il blitz delle forze dell'ordine al Grand Hotel La Sonrisa di Sant'Antonio Abate, conosciuto dal grande pubblico come il "Castello delle Cerimonie", la celebre location resa famosa dal programma di Real Time. La struttura fu fondata dall'imprenditore Antonio Polese, diventato un personaggio televisivo con il soprannome di "Boss delle Cerimonie", scomparso nel dicembre 2016. Dopo la sua morte, la gestione dell'attività è passata alla figlia Imma Polese e al marito Matteo Giordano, volti delle successive edizioni del programma.

Polizia Municipale, Polizia di Stato e Carabinieri hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo disposto dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura, avviando lo sgombero coattivo dell'intero complesso immobiliare. Contestualmente sono stati apposti i sigilli agli uffici e ai locali commerciali, affissi i cartelli di sequestro e avviata l'evacuazione delle persone presenti, mentre nelle prossime ore verranno rimossi anche arredi e macchinari.

L'inchiesta riguarda l'ipotesi di reato di invasione di terreni o edifici. Secondo la Procura, dopo la confisca definitiva dell'immobile, divenuto proprietà del Comune di Sant'Antonio Abate, gli ex gestori sarebbero rimasti all'interno della struttura senza alcun titolo legittimo, nonostante l'ordinanza comunale di sgombero emessa nei mesi scorsi e la cessazione delle attività alberghiere e di ristorazione avvenuta a giugno.

Il giudice ha ritenuto che l'occupazione dell'immobile fosse illegittima sulla base del più recente orientamento della Corte di Cassazione, secondo cui integra il reato anche la permanenza nell'immobile da parte dell'ex proprietario dopo il trasferimento della proprietà a un ente pubblico. Per questo motivo è stato disposto il sequestro preventivo, ritenuto necessario per interrompere la prosecuzione del presunto reato e consentire al Comune di rientrare nella piena disponibilità della struttura.

Le operazioni di sgombero proseguono sotto la supervisione della Procura di Torre Annunziata e con il supporto delle forze dell'ordine, dopo che il Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica aveva già autorizzato l'impiego della forza pubblica per dare esecuzione all'ordinanza rimasta finora inattuata. Secondo gli inquirenti, gli indagati erano già stati informati dell'obbligo di lasciare l'immobile ma non avrebbero provveduto spontaneamente alla riconsegna del complesso, ormai acquisito al patrimonio comunale.