A fare chiarezza è stato l’Automobile Club d’Italia, ricordando che l’esenzione introdotta dal decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162, riguarda esclusivamente i versamenti con scadenza compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Non si applica in base ai mesi di utilizzo del veicolo, ma alla data in cui il bollo deve essere pagato.
La notizia dell’esenzione del bollo auto per il 2027 ha generato non poca confusione tra gli automobilisti italiani, molti dei quali si sono chiesti se sia possibile evitare il pagamento previsto entro dicembre 2026. La risposta è no: chi deve rinnovare la tassa automobilistica entro la fine dell’anno sarà comunque tenuto a versarla, anche se il periodo coperto si estenderà su diversi mesi del 2027.
Questo significa che chi ha la scadenza entro dicembre 2026 non può pensare di ritardare il pagamento per “entrare” nell’anno di esenzione. Il bollo resta dovuto e, in caso di mancato versamento, scatterebbero sanzioni e interessi.
Chi resta fuori dall’esenzione 2027
Il problema riguarda soprattutto i proprietari di veicoli con scadenza tra novembre e dicembre. In questi casi, infatti, la tassa coprirà per intero i mesi del 2027, ma non sarà possibile usufruire dell’esenzione perché il termine di pagamento cade ancora nel 2026.
Non sono previsti rimborsi pro-quota per chi ha già effettuato il pagamento prima dell’entrata in vigore della norma, né per chi sarà comunque tenuto a versare l’importo entro la fine dell’anno.
Esenzione bollo auto 2027: a chi spetta
L’esenzione riguarda i versamenti con scadenza tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027 per veicoli con potenza non superiore a 80 kW, indipendentemente dal tipo di alimentazione, quindi benzina, diesel o ibrida. Per i motocicli non è previsto alcun limite di potenza.
Il beneficio è riservato a un solo veicolo per ogni persona fisica, quindi non riguarda aziende, società o flotte aziendali.
Il nodo dei veicoli cointestati
Proprio su questo punto si è aperto un nuovo fronte di incertezza. Se un’auto è intestata a più persone, non è chiaro come debba essere applicata la regola del “un solo veicolo per contribuente”. ACI ha riconosciuto l’esistenza di un vuoto normativo su questo aspetto, perché la legge non disciplina espressamente la ripartizione del beneficio tra più comproprietari, né individua quale dei cointestatari debba essere considerato titolare dell’agevolazione.
Secondo Raffaele Ferriello, direttore generale di ACI Genova, si tratta di “un’agevolazione e non di un’abolizione generalizzata e definitiva”, sottolineando che l’esenzione è limitata a veicoli di potenza non superiore a 80 kW e che, in caso di più veicoli intestati alla stessa persona, l’agevolazione si applica al veicolo meno potente. Ferriello ha inoltre confermato che l’esenzione non è subordinata all’età del veicolo, alla classe ambientale Euro o alla cilindrata.