Flávio Bolsonaro rompe il silenzio dagli Stati Uniti e torna ad attaccare le istituzioni brasiliane dopo la sconfitta alle elezioni presidenziali del 25 ottobre contro Luiz Inácio Lula da Silva. L'ex candidato conservatore, arrivato in Florida dopo aver lasciato il Brasile, ha affidato a una diretta sui social la propria versione dei fatti, sostenendo di essere vittima di una persecuzione politica e giudiziaria che lo avrebbe costretto ad allontanarsi dal Paese.

«La persecuzione è iniziata ancora prima di quanto immaginassi», ha dichiarato Bolsonaro, che per la prima volta dalla sua partenza ha ricostruito pubblicamente gli eventi che lo hanno portato negli Stati Uniti. Il senatore ha raccontato di aver appreso dell'ordine di consegnare i propri passaporti dopo una visita al padre, l'ex presidente Jair Bolsonaro, attualmente agli arresti domiciliari.

Il provvedimento, disposto nell'ambito di un'indagine per presunto riciclaggio di denaro, rappresenta uno degli elementi centrali della vicenda. Flávio Bolsonaro, che respinge le accuse, sostiene che l'iniziativa giudiziaria abbia motivazioni politiche, mentre le autorità brasiliane la riconducono agli accertamenti in corso.

Particolarmente significativo il racconto dell'incontro con il padre. Secondo quanto riferito dal senatore, Jair Bolsonaro gli avrebbe chiesto, visibilmente commosso, se avesse compreso quali potessero essere le conseguenze della situazione. Flávio ha spiegato di aver maturato proprio in quelle ore la decisione di partire, scegliendo di organizzare il viaggio insieme alla moglie senza comunicarlo preventivamente ad altre persone.

L'ex candidato presidenziale ha lasciato il Brasile martedì 27 ottobre, attraversando Argentina ed Ecuador prima di raggiungere Miami con un aereo privato. Un trasferimento che ha immediatamente alimentato polemiche, soprattutto perché avvenuto dopo la richiesta della Corte Suprema di consegnare i documenti di viaggio.

La partenza è stata duramente contestata dal governo di Lula, che interpreta l'allontanamento come un tentativo di sottrarsi alle indagini giudiziarie. Bolsonaro, invece, ha respinto questa lettura, presentando la propria scelta come una forma di difesa nei confronti di quello che considera un sistema istituzionale ostile.

La vicenda assume anche una dimensione internazionale. L'amministrazione statunitense guidata da Donald Trump ha consentito l'ingresso negli Stati Uniti di Bolsonaro e della sua famiglia, mentre è stata avviata la valutazione della possibilità di concedergli asilo politico. Una prospettiva che potrebbe contribuire ad aumentare le tensioni diplomatiche tra Washington e Brasilia.

Sul piano politico, Flávio Bolsonaro continua inoltre a contestare il risultato delle elezioni, nonostante la vittoria di Lula sia stata riconosciuta dalle autorità elettorali brasiliane. Le accuse di brogli avanzate dal candidato sconfitto non sono state accompagnate da prove in grado di dimostrare una falsificazione del risultato.

Nel corso della diretta, il senatore ha attaccato anche le prospettive economiche del Brasile, sostenendo che il Paese rischierebbe la bancarotta sotto la guida di Lula. Una previsione politica che si inserisce nella dura contrapposizione tra le due principali aree del panorama brasiliano.

Nonostante la sconfitta, Bolsonaro non sembra intenzionato ad abbandonare la scena politica. Anzi, ha lasciato intendere di voler tentare nuovamente la corsa alla presidenza prima della naturale scadenza del prossimo mandato.

«Non parlo del 2030, parlo di prima», ha affermato, suggerendo la possibilità di nuove iniziative politiche e giudiziarie nei prossimi anni, senza tuttavia chiarire attraverso quale percorso potrebbe arrivare a una nuova candidatura.

Il Brasile si trova così ad affrontare una fase di tensione istituzionale dopo il voto, con Lula confermato alla presidenza e il principale sfidante che, dagli Stati Uniti, continua a contestare l'esito della consultazione e a denunciare presunte persecuzioni.

Resta ora da capire quali saranno gli sviluppi delle indagini a carico di Flávio Bolsonaro e quale decisione assumeranno le autorità americane sull'eventuale protezione internazionale, mentre il senatore annuncia di voler proseguire la propria attività politica anche dall'estero.