Per decenni lo sport italiano è stato fagocitato dal calcio che per risultati, per interesse mediatico e per volumi finanziari non era secondo a nessun al mondo. Ancor prima grazie al totocalcio, la vecchia  schedina soprattutto, il Coni e tutte le federazioni sportive avevano il loro parziale agio.

Da quando il football è piombato in una crisi che al momento sembra irreversibile: nazionale horror, campionati nazionali in crollo di importanza e di sponsorizzazioni, scarsissimo appeal internazionale, gli italiani sembrano subire questo declino con una rassegnata depressione.

In realtà non ce ne sarebbe nessun motivo.

C’è al contrario un Italia che sa vincere e dominare e che sta costruendo movimenti di base molto solidi e con una lungimiranza della quale il mondo del calcio non ha mai saputo dotarsi.

Abbiamo iniziato con il tennis dove mai come in questi anni siamo dominanti, Sinner è una splendido vertice di un iceberg con una base larghissima e fortissima. Le olimpiadi invernali di Milano Cortina ci hanno regalato soddisfazioni ben oltre le aspettative con vittorie e medaglie in quasi tutte le discipline sia tra gli uomini che le donne.

Pallavolo, Pallanuoto e Scherma da sempre terreno di caccia grossa per le nazionali azzurre.

In questi giorni poi sono accaduti avvenimenti impensabili mi riferisco agli appena conclusi europei di Nuoto a Parigi e quelli di Atletica leggera a Birmingham.

Sebbene nel nuoto sia ormai l’Italia una potenza mondiali da lustri il medagliere di questa edizione è stato clamoroso per qualità e quantità di medaglie vinta dai nostri atleti ed atlete. Ci sono state le conferme della Quadarella (3 ori) e Martinenghi (2ori) la consacrazione mondiale della Curtis (oro argento 3 bronzi e record del mondo) la scoperta, almeno per il grande pubblico, della Taddeucci (2 ori 1 argento 1 bronzo) e soprattutto Chiara Pellacani 5 ori nei tuffi. Secondi per un soffio nel medagliere generale dietro la Gran Bretagna.

Ma il vero capolavoro si è verificato in Inghilterra, dove gli azzurri hanno sbancato la classifica finale battendo nell’ultima gara in una appassionante staffetta 4x400 proprio i padroni di casa. Anche in questo caso ci sono state splendide conferme della Battocletti doppietta 5.000 e 10.000 metri di Tamberi, mai darlo per secondo, della Iapichino e di Andy Diaz nel triplo, di Stano nella marcia e di Fabbri nel disco. Abbiamo scoperto inoltrela Fiorini e La Derkach.

Due manifestazioni esaltanti per i nostri colori perché abbiamo dimostrato talento, organizzazione capacità di programmare ricambi generazionali quando si pensava fosse impossibile farlo.

Si sono affermati giovani che praticano sacrifici guadagnano il giusto e non si preoccupano di fare gli influncer.

L’esatto contrario del calcio che a questo punto non merita che l’oblio.

I ragazzi e le ragazze di Parigi e Birminghan sono l’esempio da seguire e applaudire.