Il calcio italiano continua a vivere una contraddizione difficile da ignorare: da una parte cresce la pressione per ottenere risultati, investire sul mercato e rispondere alle aspettative dei tifosi, dall’altra resta sempre più forte la necessità di mantenere i conti in equilibrio e costruire modelli di gestione sostenibili nel tempo.
È stato questo il tema centrale della tavola rotonda “Disequilibrio sostenibile”, che ha riunito dirigenti, economisti, professionisti e rappresentanti del mondo accademico per affrontare uno dei nodi più complessi del calcio contemporaneo.
Il punto di partenza è proprio il rapporto tra competitività e sostenibilità. Per i club, soprattutto quelli chiamati a giocare ai massimi livelli, aumentare ricavi e risultati non basta più: serve anche una struttura finanziaria capace di reggere nel lungo periodo, evitando che la corsa agli investimenti diventi un peso difficile da sostenere.
A rendere il quadro ancora più complesso ci sono poi la pressione mediatica, il valore crescente dei diritti televisivi, il costo dei calciatori, le spese di gestione e la necessità di rispettare parametri sempre più stringenti sul piano economico.
Su questi temi è intervenuto anche Giuseppe Marotta, presidente A.Di.Se. e presidente dell’Inter, portando il punto di vista di chi lavora ogni giorno all’interno di un grande club e, allo stesso tempo, conosce da vicino il ruolo dei direttori sportivi nella costruzione delle strategie tecniche ed economiche.
Con lui hanno partecipato Paolo Bedin, presidente della Lega Serie B, l’economista della Bce Jacopo Carmassi, Vincenzo Loi, dottore commercialista e revisore dei conti, Umberto Lago, docente di Management all’Università di Bologna ed ex presidente della CFCB Uefa, e Francesco Maria Spanò, direttore Culture & Identity Development della Luiss Guido Carli.
I lavori sono stati introdotti dai saluti di Rocco Galasso e Antonio Santa Maria. L’incontro ha confermato la volontà di A.Di.Se. di portare il confronto oltre il terreno di gioco, mettendo al centro le condizioni economiche e organizzative necessarie per costruire un calcio più stabile, competitivo e sostenibile.