Serata ad alta tensione al Groupama Stadium, dove il Fenerbahce ha conquistato la qualificazione alla fase campionato della Champions League superando il Lione per 2-1 nel ritorno dell'ultimo turno preliminare. Al termine dell'incontro, la festa della formazione turca è stata accompagnata da momenti di forte concitazione, con Matteo Guendouzi al centro degli episodi che hanno fatto rapidamente il giro dei social.

Dopo l'1-1 maturato nella gara d'andata, il Fenerbahce ha ribaltato l'esito del confronto imponendosi in trasferta grazie alle reti di Muriqi e Brown. Al Lione non è bastato il gol di Fofana per evitare l'eliminazione.

Il momento più delicato è arrivato al triplice fischio. Guendouzi, centrocampista del Fenerbahce ed ex giocatore della Lazio, ha celebrato la qualificazione rivolgendosi verso le tribune. Tra le espressioni pronunciate dal francese ci sarebbe stato anche un «Allez OM», chiaro riferimento all'Olympique Marsiglia, club nel quale ha militato e storicamente rivale del Lione.

Il gesto ha provocato la reazione di alcuni calciatori della formazione francese e in campo si è rapidamente generata una situazione di tensione. La confusione si è poi spostata verso il tunnel che conduce agli spogliatoi, dove, secondo quanto mostrato da diversi filmati diffusi sui social network, un tifoso sarebbe riuscito a entrare sul terreno di gioco prima di essere coinvolto in un alterco con alcuni componenti della squadra turca.

Video ripreso dal profilo X memō🇧🇦🇹🇷

Le immagini hanno alimentato il dibattito sulle responsabilità dei diversi protagonisti e sulla gestione dell'ordine pubblico durante e dopo la partita. Gli episodi dovranno eventualmente essere valutati dagli organi competenti sulla base dei rapporti ufficiali e del materiale a disposizione.

Al termine della gara, Guendouzi ha fornito la propria versione dei fatti, spiegando di essere stato oggetto di pesanti insulti per tutta la durata dell'incontro. «Prima ancora che la partita iniziasse, 60mila persone insultavano la tua famiglia, tua madre, i tuoi figli, e nessuno, tra gli arbitri o le altre autorità nello stadio, diceva una parola», ha dichiarato il centrocampista in zona mista.

L'ex Lazio ha quindi sottolineato la differenza, a suo giudizio, rispetto a quanto avviene in Francia in circostanze analoghe. «In Francia, quando accadono cose del genere, si parla con i tifosi per porre fine alla situazione, altrimenti fermerebbero la partita», ha aggiunto.

Guendouzi ha spiegato di aver vissuto la situazione come particolarmente pesante sul piano personale: «Per più di 90 minuti, inclusi i riscaldamento, hanno insultato me, mia moglie, i miei figli. È stata una situazione che mi ha toccato profondamente, che mi ha ferito».

Il giocatore ha infine collegato la propria reazione al clima vissuto durante la partita, contestando l'idea che la sua celebrazione potesse essere considerata inaccettabile dopo la qualificazione: «Per me è stata una totale mancanza di rispetto. E se poi non possiamo nemmeno festeggiare come vogliamo... per me è del tutto ingiusto. Una situazione davvero triste».