L'Italia si prepara a vivere il momento più intenso dell'attuale ondata di calore, con temperature eccezionalmente elevate che raggiungeranno il loro apice nella giornata di sabato 18 luglio. Secondo le previsioni, saranno 19 le città contrassegnate dal bollino rosso per il rischio legato alle elevate temperature, mentre da lunedì è atteso un progressivo cambiamento delle condizioni atmosferiche, favorito dall'arrivo di nuove perturbazioni che dovrebbero determinare un generale abbassamento dei valori termici.
Secondo quanto riferito dall'ANSA, l'eccezionale caldo registrato nelle ultime settimane ha già prodotto effetti significativi sul fronte sanitario. Durante la riunione della Cabina di regia convocata presso il Ministero della Salute è stato reso noto che, nel periodo compreso tra il 25 maggio e il 30 giugno, l'eccesso di mortalità tra gli over 65 in Italia è stato pari al 3%, con la quota prevalente dei decessi che ha riguardato gli ultraottantacinquenni. Nello stesso incontro è stato inoltre evidenziato come giugno 2026 sia risultato, a livello globale, il secondo mese di giugno più caldo mai registrato.
La Sardegna continua a rappresentare una delle aree maggiormente colpite dall'ondata di calore. Nella stazione meteorologica di Ollastra è stata registrata una temperatura massima di 47,2 gradi, mentre il termometro ha raggiunto i 46 gradi a Orani, nel Nuorese, e i 45 gradi nell'area del Sulcis. Le elevate temperature hanno determinato anche un marcato incremento dei consumi energetici. Secondo i dati pubblicati da Terna, nella fascia oraria compresa tra le 15 e le 16 del 15 luglio è stata registrata la massima richiesta di energia elettrica del 2026, pari a 57.985 megawatt, un valore superiore del 4,6% rispetto al precedente record del 2025.
Sul piano sanitario, il Ministero della Salute sottolinea che l'incremento medio della mortalità, pur significativo, è rimasto complessivamente contenuto se confrontato con quello osservato in altri Paesi europei. Particolare attenzione è stata rivolta alla situazione di Torino, dove tra il 25 maggio e il 30 giugno il 63% delle giornate è stato caratterizzato da livelli di allerta 2 e 3 per il caldo. Nel corso della seconda e più intensa fase dell'ondata di calore, tra il 18 e il 30 giugno, nel capoluogo piemontese è stato rilevato un eccesso statisticamente significativo della mortalità nella popolazione con oltre 65 anni.
La Federazione italiana delle aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) richiama l'attenzione sulla necessità di rafforzare la rete di assistenza rivolta agli anziani soli, auspicando interventi strutturali e continuativi piuttosto che misure esclusivamente emergenziali. Parallelamente, il numero di pubblica utilità 1500 del Ministero della Salute ha ricevuto oltre mille richieste di informazioni, provenienti soprattutto da cittadini over 65 residenti in Lazio, Lombardia e Piemonte. Gli accessi ai Pronto soccorso, invece, non hanno fatto registrare aumenti rilevanti, fatta eccezione per lievi incrementi osservati nelle città di Venezia, Milano e Palermo.
L'Organizzazione mondiale della sanità per l'Europa ha ricordato che il caldo estremo ha provocato oltre 200 mila decessi nel continente negli ultimi quattro anni, invitando i governi a considerare le ondate di calore come una vera emergenza sanitaria e non soltanto un fenomeno meteorologico.
Le elevate temperature continuano inoltre ad aggravare il rischio incendi. In Sicilia le fiamme hanno interessato anche l'Oasi del Simeto, richiedendo l'intervento coordinato di Vigili del fuoco, Corpo forestale e Protezione civile. Complessivamente, dal 15 giugno sono stati effettuati oltre 21 mila interventi per incendi boschivi su tutto il territorio nazionale.
Anche le risorse idriche risentono degli effetti della prolungata siccità. L'Associazione nazionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue (Anbi) segnala una diminuzione del 39% della portata del fiume Po e del 55% di quella dell'Adige nell'arco di un solo mese, ribadendo l'urgenza di interventi sulla rete idraulica per mitigare gli effetti della crisi.
Nel frattempo, mentre si attende l'attenuazione dell'ondata di calore prevista a partire da lunedì 20 luglio, si procede alla conta dei danni provocati dai violenti fenomeni temporaleschi che hanno interessato il Centro-Nord. Secondo Coldiretti, nubifragi e grandinate hanno devastato centinaia di ettari di frutteti, vigneti e coltivazioni cerealicole, aggravando ulteriormente le conseguenze già prodotte dalle elevate temperature sul comparto agricolo.