Dallo studio di diMartedì ai social, lo scontro tra Carlo Calenda e Rocco Casalino diventa uno dei confronti politici più duri delle ultime ore. Al centro ci sono Giuseppe Conte, il Movimento 5 Stelle, il futuro del Campo largo e soprattutto la possibilità che l'ex presidente del Consiglio possa diventare il punto di sintesi della coalizione alternativa al centrodestra.

Il confronto è esploso nella serata di martedì 22 settembre durante la trasmissione condotta da Giovanni Floris su La7. A innescare il botta e risposta è stato Rocco Casalino, già portavoce di Conte a Palazzo Chigi, che ha contestato direttamente la linea politica del leader di Azione.

"Visto che non va col centrosinistra, lui sta aiutando Vannacci e Meloni. Lo vuole dire in maniera esplicita?", ha attaccato Casalino, per poi rivolgere a Calenda una domanda ancora più diretta: "Perché attacchi Conte con questa violenza e non Vannacci? Che ti ha fatto?"

Parole alle quali Calenda ha risposto tornando sul punto che da tempo rende difficilissimo qualsiasi avvicinamento tra Azione e il Movimento 5 Stelle: il giudizio sull'esperienza di governo di Giuseppe Conte. "Siamo un Paese stravagante in cui ci si può candidare a guidare il Campo largo dopo aver governato con Salvini", ha affermato il leader di Azione. Lo scambio è documentato dai filmati pubblicati dalla stessa La7.

Calenda ha quindi spostato il confronto sul terreno economico, riproponendo le accuse già avanzate nei giorni scorsi contro i governi Conte e quantificando in 253 miliardi di euro il costo complessivo delle misure che contesta, tra cui Superbonus, Reddito di cittadinanza e Quota 100. Si tratta, è bene precisarlo, della ricostruzione politica sostenuta dallo stesso Calenda, che già il 14 settembre aveva utilizzato la cifra dei 253 miliardi per attaccare l'ex premier.

Ma il confronto televisivo non è terminato con i titoli di coda. Questa mattina Calenda è tornato all'attacco attraverso i propri canali social, rilanciando il video dello scontro e utilizzando parole ancora più pesanti nei confronti del Movimento 5 Stelle.

"Ho sempre pensato che il Movimento 5 Stelle sia stata la più grossa presa in giro subita dagli italiani. Ieri Rocco Casalino me ne ha dato l'ennesima conferma", ha scritto il leader di Azione, invitando poi gli utenti a guardare integralmente il confronto e a commentarlo.

Lo scontro va ben oltre la schermaglia televisiva. Sul tavolo c'è infatti uno dei nodi politici che accompagnano la costruzione dell'alternativa al centrodestra: che ruolo può avere Calenda in una coalizione nella quale Giuseppe Conte e il Movimento 5 Stelle rappresentano una componente centrale?

Casalino sostiene che la scelta di Azione di non convergere nel centrosinistra finisca oggettivamente per avvantaggiare Giorgia Meloni e Roberto Vannacci. Calenda ribalta il ragionamento e concentra invece la propria opposizione sulla possibilità di affidare a Conte un ruolo di leadership nel Campo largo.

Due posizioni che, almeno per il momento, restano molto distanti. E dopo la battaglia televisiva di ieri sera, Calenda ha scelto di rendere ancora più esplicita la propria: nessuna tregua politica con il Movimento 5 Stelle e nessuno sconto a Giuseppe Conte.

Video La7