Carlo Calenda torna all’attacco di Giuseppe Conte e affida ai social una lunga e durissima critica nei confronti dell’ex presidente del Consiglio, mettendo in discussione l’ipotesi di un suo eventuale ritorno a Palazzo Chigi. Il leader di Azione contesta in particolare la gestione dei conti pubblici durante i governi guidati da Conte e punta il dito contro alcune delle principali misure e provvedimenti adottati dal pentastellato.

"Conte non può tornare a Palazzo Chigi, ha distrutto le finanze italiane. È stato il peggior presidente del Consiglio della storia, dal 1945 ad oggi. Non lo dico io ma i dati. Ha speso 200 miliardi per bonus edilizi, andati a chiunque, soprattutto a chi non aveva bisogno, che ha rifatto il 4% delle case con truffe accertate per 5,4 miliardi di euro. Il provvedimento più costoso e regressivo nella storia della Repubblica Italiana, quello più a favore dei ricchi."

Calenda allarga poi la sua contestazione alle politiche previdenziali e al reddito di cittadinanza, quantificando in oltre 253 miliardi la spesa complessiva che attribuisce ai governi Conte. "Quando governava con Salvini ha fatto quota 100, costato 23 miliardi di euro per mandare in pensione prima 400mila italiani. Poi il reddito di cittadinanza da 30 miliardi di euro, le cui truffe accertate sono superiori ai 3 miliardi. Ha speso oltre 253 miliardi in totale."

Secondo Calenda, quelle risorse avrebbero potuto essere destinate ad altri settori, dalla sanità alla scuola, fino al "più grande taglio fiscale della storia dell'Italia. Quei soldi avrebbero dato la possibilità di sistemare ed estendere la sanità Italiana per sempre, la possibilità per tutti di farsi le tac nei tempi giusti, di avere medici e infermieri, alzare gli stipendi dei docenti ai livelli dei paesi nordici".

Nel mirino finiscono anche alcune scelte industriali e strategiche dei governi Conte. "Ha disintegrato Ilva confermando e poi disdicendo il contratto con Mittal, e poi minacciando la madre di tutte le cause e facendoci una società insieme. Con Alitalia abbiamo buttato altri 2 miliardi. Ha confermato le spese militari per la Nato al 2% quando si inchinava a Trump. Ha invitato i militari russi in Italia."

La conclusione di Calenda torna quindi sulla prospettiva di un Conte nuovamente alla guida del governo. "Conte ha distrutto il bilancio in Italia, ha reso impossibile investire su ciò che serve, sulla sanità, il lavoro, la scuola, gli stipendi dei giovani, l’università. Conte non può più varcare la soglia di Palazzo Chigi, perché è stato un disastro apocalittico, per l’Italia, per i suoi conti e la sua equità."

Infine, Calenda accusa l'ex premier anche di una sorta di incoerenza cronica soprattutto sul tema delle spese militari: "È un populista, dice una cosa e fa l’opposto, tanto da firmare un accordo per l’aumento delle spese militari e poi fare una campagna contro le spese militari. È talmente populista che quando Trump è stato rieletto ha detto che non era così male. Ma l’importante è che ha precluso un pezzo di futuro per l’Italia".