Scontro durissimo nel campo centrista, con Carlo Calenda che torna ad attaccare Matteo Renzi senza usare mezzi termini. Ospite il 3 settembre su La7, il leader di Azione ha riservato parole pesantissime al fondatore di Italia Viva, accusandolo di aver cambiato più volte posizione politica e di aver costruito la propria strategia sulla convenienza del momento. "Io penso che Renzi sia un buffone, un bravissimo buffone, lo dico in modo rinascimentale", ha affermato Calenda, aggiungendo che all'ex presidente del Consiglio "interessa fare soldi e dire idiozie". Un giudizio tranchant che arriva dopo anni di rapporti tormentati tra i due, passati dall'alleanza del Terzo Polo alla rottura definitiva.
Calenda ha quindi rivendicato la coerenza politica di Azione, contrapponendola direttamente al percorso di Renzi: "Azione è rimasta dove ha detto agli elettori che era dal primo giorno, dove invece Renzi non è rimasto per 15 minuti". Il leader di Azione ha poi ripercorso alcune delle scelte compiute negli ultimi anni dal suo ex alleato, partendo dal rapporto con il Movimento 5 Stelle. "Renzi ha detto mai con i Cinquestelle e poi ha fatto il governo con Conte, poi ha tirato fuori Italia Viva, poi ha fatto cadere il governo Conte", ha ricordato Calenda.
Nel mirino è finita soprattutto la collocazione politica di Italia Viva. Secondo Calenda, Renzi avrebbe prima lavorato alla costruzione di un'area autonoma al centro, contrapponendosi nettamente al centrosinistra e al cosiddetto campo largo, per poi cambiare completamente direzione. "Poi ha fatto una cosa al centro dicendo che il campo largo era il male assoluto", ha attaccato Calenda, tornando anche sull'esperienza comune del Terzo Polo e assumendosi una responsabilità politica precisa: "Mia la responsabilità di averlo riportato in Parlamento".
La stoccata più dura arriva però sul successivo riavvicinamento di Renzi al centrosinistra. Calenda sostiene che, dopo la rottura del progetto centrista, il leader di Italia Viva avrebbe accusato Azione di voler entrare nel campo largo salvo poi scegliere proprio quella strada: "Ha detto che noi volevamo andare nel campo largo e si è buttato nel campo largo". Da qui la conclusione, ancora una volta senza diplomazia: "È un buffone... uno che fa le battute".
Parole destinate inevitabilmente a riaccendere lo scontro personale e politico tra due leader che soltanto pochi anni fa avevano provato a costruire insieme un'alternativa centrista a destra e sinistra. Di quel progetto oggi resta ben poco. Tra Calenda e Renzi, invece, resta una frattura che appare sempre più profonda e che ormai viene combattuta senza esclusione di colpi.