Faib Confesercenti e Fegica chiedono al Governo e al Parlamento di introdurre un price cap temporaneo sui prezzi dei carburanti, ritenendolo uno strumento immediatamente praticabile per fronteggiare l’attuale fase di forte aumento dei prezzi. La proposta è stata illustrata ai senatori della Commissione Ambiente del Senato e sarà successivamente sottoposta alle forze politiche.
Secondo le organizzazioni dei gestori, il tetto ai prezzi dovrebbe intervenire direttamente sul costo dei carburanti, con l’obiettivo di contenere l'impatto sui consumatori e sull’economia italiana. La misura, spiegano Faib e Fegica, dovrebbe essere temporanea, basata su criteri prefissati e attuata nel rispetto della legislazione nazionale ed europea, senza oneri per le casse dello Stato.
Price cap carburanti, la proposta dei benzinai
La proposta punta a mantenere il regime liberalizzato del settore, preservando al tempo stesso adeguati livelli di competitività e la sicurezza degli approvvigionamenti. Il meccanismo dovrebbe essere attivato per il periodo strettamente necessario a gestire l’emergenza e sarebbe accompagnato da criteri preventivamente definiti.
«Price cap, si può fare e subito», sostengono le organizzazioni dei gestori, sottolineando che l'obiettivo non è individuare un «prezzo giusto» oltre il quale far scattare automaticamente accuse di speculazione.
Carburanti, critiche alle altre misure
Nel documento presentato al Senato, Faib e Fegica prendono in considerazione anche alcune delle soluzioni finora discusse per contenere i prezzi. Sul fronte delle accise, le organizzazioni sostengono che i precedenti interventi non abbiano prodotto gli effetti attesi e affermano che oltre 2 miliardi di euro di gettito sarebbero stati trasferiti agli operatori della filiera internazionale e nazionale.
Quanto all'ipotesi di tassare gli extraprofitti delle società energetiche o di concentrare gli interventi esclusivamente sulle fasce più colpite, i gestori la definiscono una soluzione più complessa da attuare. Anche l'ipotesi di intervenire sulle cause geopolitiche del caro-energia viene considerata, nella nota, non immediatamente nella disponibilità delle istituzioni italiane.
Prezzi carburanti e inflazione
Faib e Fegica collegano l'aumento dei prezzi alla più ampia dinamica macroeconomica, indicando nell'inflazione uno dei principali rischi derivanti dal protrarsi dei rincari. Per questo chiedono un intervento diretto sul prezzo finale, anziché misure che incidano indirettamente sulla spesa degli automobilisti.
La proposta, precisano le organizzazioni, non avrebbe invece l'obiettivo di sostituire i controlli delle autorità su eventuali comportamenti illeciti. «A questo noi, come tutti i cittadini italiani, contiamo che, presto o tardi, possano pensarci le Istituzioni e le Forze dell’Ordine», si legge nella nota.
Price cap e normativa europea
Il meccanismo ipotizzato dovrebbe essere costruito, secondo i gestori, «nel solco della legislazione già adottata lungo tutto il 2026», tenendo conto delle indicazioni della Commissione europea e della normativa comunitaria. Faib e Fegica indicano inoltre come condizioni necessarie la temporaneità dell'intervento, la salvaguardia dell'approvvigionamento e il mantenimento della concorrenza.
La proposta sarà ora portata all'attenzione delle forze politiche. L'obiettivo dichiarato dalle organizzazioni è arrivare a uno strumento emergenziale applicabile rapidamente e limitato al periodo necessario per affrontare la fase di forte pressione sui prezzi dei carburanti.