Il tetto volontario ai prezzi dei carburanti mostra già i suoi limiti e, secondo le associazioni dei gestori, è arrivato il momento di intervenire per legge. È la posizione espressa da Faib Confesercenti e Fegica, che in un comunicato congiunto denunciano le criticità emerse dall'iniziativa di contenimento dei prezzi promossa dal Governo con il coinvolgimento delle compagnie petrolifere, chiedendo l'introduzione di un vero price cap attraverso un provvedimento legislativo.
Le due organizzazioni riconoscono all'iniziativa due risultati importanti: aver dimostrato che i prezzi dei carburanti potevano essere ridotti e aver riportato al centro del dibattito la possibilità di fissare un tetto ai prezzi anche in un sistema di libero mercato. Tuttavia, secondo le associazioni, l'esperienza degli ultimi giorni avrebbe evidenziato tutte le debolezze di un meccanismo affidato esclusivamente alla volontà degli operatori.
A emergere sono soprattutto le conseguenze sulla rete distributiva e sui consumatori. Da una parte, automobilisti costretti a cercare gli impianti che applicano gli sconti, con conseguenti code e difficoltà di rifornimento. Dall'altra, distributori che, pur proponendo prezzi più convenienti, si trovano spesso senza carburante a causa dei limiti della logistica. Una situazione che penalizza anche gli impianti rimasti esclusi dalle riduzioni, dove il prodotto rischia di restare invenduto.
Le distorsioni denunciate interessano inoltre gli operatori indipendenti e le cosiddette pompe bianche, ma le proteste coinvolgono anche categorie economiche particolarmente esposte al costo dei carburanti, come autotrasportatori, agricoltori e pescatori.
Il dato più significativo, sottolineano Faib e Fegica, riguarda però la durata effettiva del provvedimento: all'ottavo giorno dei trenta annunciati, il tetto volontario sarebbe già venuto meno, almeno per quanto riguarda il gasolio. Un risultato che, secondo le associazioni, dimostra l'insufficienza di una soluzione non sostenuta da un quadro normativo vincolante.
Per le organizzazioni dei gestori, il contenimento dei prezzi alla pompa rappresenta una necessità non soltanto per gli automobilisti, ma per l'intero sistema economico nazionale. Il costo dei carburanti incide infatti sulle attività produttive, sulla movimentazione delle merci e, più in generale, sulle dinamiche dei prezzi.
Da qui la richiesta di un intervento legislativo che introduca un meccanismo straordinario di contenimento dei prezzi, con caratteristiche ben definite. La proposta punta a un price cap temporaneo, proporzionato e trasparente, costruito su parametri oggettivi e capace di salvaguardare sia la continuità degli approvvigionamenti sia il funzionamento concorrenziale del mercato.
Non si tratterebbe, dunque, di un semplice prolungamento degli sconti volontari, ma di un modello normativo volto a rendere il contenimento dei prezzi più stabile ed equilibrato lungo tutta la rete distributiva.
La proposta sarà illustrata ufficialmente lunedì 12 ottobre 2026, alle ore 12.00, in Piazza del Popolo a Roma, durante una conferenza stampa organizzata nell'ambito del Confesercenti Forum 2026.
In quell'occasione, Faib Confesercenti e Fegica presenteranno il documento denominato “Proposta di intervento straordinario sui prezzi dei carburanti – price cap”, con l'obiettivo di aprire un confronto sulle possibili soluzioni legislative per contenere i costi alla pompa, tutelare i consumatori e garantire condizioni equilibrate agli operatori del settore.