Una conoscenza occasionale, un incontro "di passaggio" al ristorante. Questa è la rappresentazione fornita da Sigfrido Ranucci del suo rapporto con Gomes Clesio Tavares, l'uomo considerato dagli investigatori il factotum di Valter Lavitola e accusato di aver avuto un ruolo centrale nell'organizzazione dell'attentato contro il conduttore di "Report". Ma dalle carte dell'inchiesta emergono elementi che impongono almeno una domanda: Gomes era davvero soltanto una conoscenza episodica?
Ranucci, parlando con "Domani", ha raccontato: "Io Gomes l'ho conosciuto nel 2019 di passaggio al ristorante". Una precisazione importante, che descrive un contatto apparentemente marginale. L'ordinanza del gip di Roma, però, contiene una fotografia che ritrae insieme proprio Ranucci, Lavitola e Tavares e che porta il giudice a collocare la conoscenza tra il giornalista e Gomes "almeno dal gennaio del 2022".
La fotografia, da sola, naturalmente non dimostra né un rapporto stretto né tantomeno qualcosa di illecito. Ranucci, va ricordato con assoluta chiarezza, è la vittima dell'attentato e dagli elementi emersi non risulta che fosse a conoscenza del presunto progetto criminale attribuito a Lavitola.
Ma c'è un secondo elemento che rende legittimo interrogarsi sulla reale natura della conoscenza con Gomes.
È il 17 ottobre 2024. Secondo quanto riportato nell'ordinanza, Ranucci sta parlando con Lavitola e racconta di trovarsi "in difficoltà su tutto". L'imprenditore gli domanda se possa essergli utile in qualche maniera. La risposta attribuita al giornalista è destinata inevitabilmente a fare discutere: "Mi dovresti prestare Gomes".
Lavitola ride.
Può essere semplicemente una battuta. Ed è esattamente in questa cornice che va letta fino a prova contraria. Ma è una battuta difficile da conciliare, almeno sul piano delle domande giornalistiche, con l'immagine di una persona incontrata fugacemente anni prima.
Perché chiedere proprio di Gomes? Perché citarlo direttamente parlando con Lavitola? Quale idea aveva Ranucci delle attività e delle capacità dell'uomo?
Sono interrogativi, non risposte. La distinzione è fondamentale.
Il gip, secondo quanto emerge dalle carte riportate dalla stampa, attribuisce infatti a quell'episodio un significato preciso: Ranucci conosceva Gomes e sapeva che era il factotum di Lavitola e che svolgeva anche funzioni di guardaspalle.
A questo si aggiunge la fotografia. Ranucci è al centro, Gomes e Lavitola ai suoi lati. Uno scatto risalente al gennaio 2022 che documenta quantomeno un'occasione nella quale i tre erano insieme. L'immagine sarebbe poi riemersa nel gennaio 2025 sul telefono di Gomes e sarebbe stata inviata a Lavitola, che a sua volta l'avrebbe inoltrata a Ranucci.
La cronologia diventa quindi interessante: Ranucci afferma di aver conosciuto Gomes nel 2019 "di passaggio al ristorante"; nel 2022 esiste una fotografia dei tre insieme; nell'ottobre 2024 Ranucci dice a Lavitola "Mi dovresti prestare Gomes"; nel gennaio 2025 quella stessa fotografia torna a circolare tra Gomes, Lavitola e Ranucci.
Nessuno di questi elementi dimostra un coinvolgimento del giornalista nell'attentato. Al contrario, l'impostazione investigativa finora emersa considera Ranucci vittima del progetto attribuito a Lavitola e non risultano elementi che consentano di sostenere che fosse d'accordo con lui.
Ed è proprio questa distinzione a rendere possibile porre le domande senza costruire teoremi.
Il punto non è trasformare Ranucci da vittima in imputato mediatico. Il punto è comprendere fino in fondo la rete di relazioni che circondava un attentato tanto anomalo quanto inquietante e verificare se la descrizione di Gomes come conoscenza sostanzialmente occasionale restituisca completamente il rapporto esistente tra i due.
Perché la fotografia prova soltanto che si trovavano insieme in quella circostanza. La frase "Mi dovresti prestare Gomes", invece, suggerisce quantomeno una familiarità sufficiente a identificarlo immediatamente come qualcuno al quale rivolgersi, sia pure scherzosamente, attraverso Lavitola.
Ed è qui che nasce la questione.
Chi era realmente Gomes per Ranucci? Quanto lo conosceva? Quante volte lo aveva incontrato? E soprattutto: cosa intendeva esattamente quando disse a Lavitola "Mi dovresti prestare Gomes"?
Domande alle quali soltanto i protagonisti e gli ulteriori sviluppi dell'inchiesta potranno fornire risposte.
Una certezza, invece, deve restare fuori da qualsiasi equivoco: allo stato delle indagini Ranucci è la vittima dell'attentato e non risultano elementi che dimostrino una sua partecipazione o conoscenza preventiva del progetto criminale.
Ma essere vittima non sottrae automaticamente alla verifica giornalistica ciò che emerge dalle carte. E tra una conoscenza descritta come un incontro "di passaggio", una fotografia insieme e quel "Mi dovresti prestare Gomes", uno spazio per chiedere maggiore chiarezza indubbiamente esiste.