La Corte d’Assise di Roma ha condannato a 10 anni di reclusione tre agenti della National Security egiziana imputati nel processo per il sequestro di Giulio Regeni, il ricercatore italiano rapito al Cairo nel gennaio 2016 e successivamente trovato morto. La sentenza è stata letta alle 18.20 nell’aula intitolata al magistrato Vittorio Occorsio.
I tre condannati sono i colonnelli Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed Ibrahim e il maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. Per tutti la condanna riguarda il sequestro di persona. Il quarto imputato, il generale di polizia Tariq Sabir, è stato invece assolto.
La sentenza della Corte d’Assise di Roma
La presidente della Corte, Paola Roja, ha letto il dispositivo della sentenza alla presenza delle parti e dei familiari di Giulio Regeni. La giudice ha pronunciato la formula: “In nome del popolo italiano, visti gli articoli 533 e 535 del codice di procedura penale”.
La Corte ha quindi stabilito la condanna a 10 anni per Uhsam Helmi, colonnello della National Security egiziana, e per Athar Kamel Mohamed Ibrahim, anch’egli colonnello. La stessa pena è stata inflitta a Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, maggiore.
Assolto il generale Tariq Sabir
Tariq Sabir, generale di polizia e indicato come responsabile del dipartimento incaricato di monitorare i sindacati indipendenti, è stato assolto. Per il quarto imputato, dunque, la Corte non ha ritenuto raggiunta la responsabilità penale contestata nel procedimento.
La decisione arriva al termine del processo celebrato in Italia nei confronti dei quattro agenti egiziani, imputati in relazione alla vicenda di Giulio Regeni.
Il sequestro di Giulio Regeni
Giulio Regeni, ricercatore italiano di 28 anni, scomparve al Cairo il 25 gennaio 2016. Il suo corpo venne ritrovato il 3 febbraio lungo una strada alla periferia della capitale egiziana, con segni di torture.
Nel processo italiano gli imputati erano chiamati a rispondere delle accuse relative al sequestro e, nell'ambito della vicenda processuale, alle altre contestazioni formulate dalla Procura. La sentenza pronunciata dalla Corte d’Assise di Roma ha disposto le tre condanne per il sequestro, mentre non è arrivata una condanna per l’omicidio.