Dopo quasi tre mesi nel carcere di Bollate, Mario Roggero ha affidato a una lettera le proprie riflessioni sulla detenzione e sulla vicenda giudiziaria che lo ha portato alla condanna definitiva a 14 anni e nove mesi di reclusione. Il testo, scritto dal gioielliere di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, è stato letto domenica 11 ottobre da Mario Giordano durante la trasmissione televisiva Fuori dal coro, in onda su Rete 4.

Roggero, 72 anni, è detenuto dal 17 luglio scorso per aver ucciso due dei tre uomini che avevano rapinato la sua gioielleria nella frazione Gallo d’Alba il 28 aprile 2021. Nella lettera descrive le difficoltà legate all’ingresso in carcere in età avanzata e riferisce di aver iniziato a riconsiderare quanto accaduto.

L’impatto della detenzione a oltre 72 anni

«Sono ormai quasi tre mesi che sono recluso presso il carcere di Bollate, qui a Milano», scrive Roggero nelle prime righe del messaggio, ringraziando Mario Giordano per l’opportunità di rivolgersi al pubblico.

Il gioielliere racconta le conseguenze psicologiche e fisiche della reclusione, arrivata dopo oltre cinquant’anni di attività lavorativa. «Entrare in carcere a oltre 72 anni, dopo una intensa e onesta vita lavorativa durata oltre mezzo secolo, è stato per me molto devastante, sia a livello psicologico che soprattutto fisico», afferma.

Nella lettera, Roggero descrive anche il cambiamento imposto dalla vita carceraria. «Essere comunque relegato fra quattro mura mi ha fatto conoscere una realtà composta da persone a me completamente sconosciuta», scrive, riferendosi all’esperienza maturata durante i primi mesi di detenzione.

Le riflessioni sulla rapina e sulle conseguenze giudiziarie

Nel messaggio, il gioielliere fa riferimento anche a una riflessione sui fatti che hanno portato alla condanna. «Ho avuto modo, forzatamente, di riflettere sui fatti avvenuti e sto cogliendo aspetti del tutto nuovi e impensabili, che sto approfondendo a poco a poco», si legge nella lettera.

Roggero non entra nel dettaglio degli aspetti che afferma di aver rivalutato e rinvia a un momento successivo ulteriori considerazioni. «Non voglio dilungarmi e ci sentiremo comunque più avanti», aggiunge nel testo letto durante la trasmissione televisiva.

Il ringraziamento a chi gli ha espresso vicinanza

In chiusura, Roggero rivolge un ringraziamento alle persone che gli hanno manifestato sostegno durante la detenzione. «Voglio ora abbracciare virtualmente e ringraziare i milioni di italiani che mi sono stati e mi stanno vicino con il loro affetto e non solo», scrive.

La lettera si conclude con un breve saluto ai destinatari del messaggio: «Un caro saluto a tutti».