Una proposta destinata a far discutere e a rimescolare gli equilibri del centrodestra in vista delle elezioni amministrative di Milano del 2027. Daniela Santanchè ha infatti indicato Antonio Di Pietro come possibile candidato sindaco della coalizione, rilanciando il nome dell'ex magistrato simbolo dell'inchiesta Mani Pulite e già ministro della Repubblica. Una scelta che ha sorpreso osservatori e addetti ai lavori, proprio per il percorso politico di Di Pietro, storicamente distante dal centrodestra.
La senatrice di Fratelli d'Italia ha spiegato la sua posizione ricordando il profilo istituzionale dell'ex pm, sottolineando la sua esperienza da ministro, da leader politico e la conoscenza della realtà milanese. Santanchè ha inoltre richiamato il sostegno espresso da Di Pietro durante la recente campagna referendaria sulla giustizia, ritenendolo un elemento che potrebbe renderlo una figura autorevole e credibile per guidare Palazzo Marino.
La proposta arriva in un momento in cui il centrodestra è ancora alla ricerca di un candidato condiviso per sfidare il centrosinistra nel capoluogo lombardo. Proprio per questo l'uscita di Santanchè è stata interpretata da alcuni come una provocazione politica, da altri come un tentativo concreto di rompere gli schemi e individuare un profilo capace di attrarre consensi anche oltre i tradizionali confini della coalizione.
Antonio Di Pietro, almeno per il momento, non ha voluto alimentare il dibattito. Contattato nelle scorse ore, ha preferito non rilasciare dichiarazioni, evitando di confermare o smentire l'ipotesi di una sua candidatura. Un silenzio che lascia aperti tutti gli scenari, mentre nel centrodestra continua il confronto sul nome che dovrà tentare la conquista di Palazzo Marino nel 2027.