Confronto acceso a Cernobbio tra Roberto Vannacci e Mario Monti, protagonisti di uno dei momenti più tesi del Forum Teha, dove il dibattito sul futuro dell’Europa si è rapidamente trasformato in uno scontro politico più ampio, nel quale sono entrati temi come il nazionalismo, l’identità italiana e il rapporto con la storia del Paese.
Vannacci ha difeso una visione dell’Unione europea nella quale gli Stati mantengano un peso centrale nelle decisioni comuni, sostenendo che il principio dell’unanimità non debba essere considerato un freno, bensì una garanzia affinché nessun Paese possa essere costretto ad accettare scelte considerate contrarie ai propri interessi. Il leader di Futuro Nazionale ha inoltre criticato alcuni risultati del processo di integrazione europea, ricordando come diversi Stati abbiano scelto di non aderire all’Unione o, nel caso della Gran Bretagna, di uscirne.
Nel suo intervento Vannacci ha poi insistito sulla crisi demografica, sostenendo che l’Europa dovrebbe preoccuparsi non soltanto della propria capacità militare, ma anche della propria capacità di tornare a crescere sul piano sociale e demografico, contrapponendo simbolicamente l’idea di una “Reborn Europe” al dibattito sul riarmo.
È a quel punto che il confronto con Monti si è fatto più duro. L’ex presidente del Consiglio ha contestato la visione proposta da Vannacci, sostenendo di riconoscere in alcuni passaggi della sua comunicazione una retorica che richiama lo spirito del fascismo, pur precisando di non parlare di una ricostituzione formale del partito fascista. Monti ha soprattutto messo in guardia da un nazionalismo che, a suo giudizio, rischia di trasformare la difesa dell’identità nazionale in una contrapposizione permanente con gli altri Paesi europei.
Vannacci ha respinto con decisione questa lettura, definendo prive di fondamento le accuse e rivendicando la piena legittimità costituzionale del programma di Futuro Nazionale. Ha inoltre ricordato che la Costituzione italiana è già stata modificata diverse volte e che proporre cambiamenti istituzionali o discutere di riforme non può essere automaticamente considerato un atteggiamento antidemocratico.
Nel corso del faccia a faccia Monti ha richiamato anche alcune precedenti dichiarazioni di Lorenzo Gasperini, indicato tra le figure che hanno contribuito all’elaborazione politica del progetto di Futuro Nazionale, chiedendo a Vannacci di chiarire il rapporto tra quelle posizioni e la linea del movimento.
Il dibattito si è quindi chiuso lasciando sul tavolo due idee molto diverse di Europa: da una parte quella di Vannacci, che punta su una maggiore centralità degli Stati e sulla difesa della sovranità nazionale, dall’altra quella di Monti, che vede proprio nell’integrazione europea e nel contenimento delle spinte nazionaliste una delle condizioni necessarie per tutelare gli interessi dei singoli Paesi.