Sta facendo il giro dei social europei il video di Isabel Peralta, 24 anni, mentre interviene durante una manifestazione contro l'immigrazione davanti all'ambasciata del Marocco a Madrid e conclude il suo discorso con un saluto nazista. È una delle figure più note dell'estrema destra spagnola.

Video ripreso dalla pagina TikTok Jogly Ngoma

Il gesto risale al 31 luglio, il giorno successivo alla decisione del Tribunale Superiore di Giustizia di Madrid, che aveva respinto il suo ricorso contro la condanna a un anno di carcere per un discorso pronunciato nello stesso luogo nel maggio 2021. La manifestazione, legata ai nuovi arrivi di migranti nell'enclave spagnola di Ceuta, è stata organizzata dal partito Falange Española de las JONS insieme ad altri movimenti nazionalisti, tra cui Núcleo Nacional, l'organizzazione a cui Peralta è legata, secondo quanto ricostruito dal Times of Israël nella sua edizione francese. Nel video, la donna attacca la gestione del governo spagnolo sull'immigrazione; a un certo punto strappa in diretta il documento della sentenza, per poi concludere l'intervento con il saluto nazista davanti alle persone presenti al raduno.

Il gesto ha suscitato reazioni indignate in tutta Europa. Peralta è tornata sui social a distanza di pochi giorni con un nuovo video in cui, invece di fare marcia indietro, chiede di considerare "il contesto" del suo saluto nazista. Nel video rivendica di non essere islamofoba, sostenendo che il problema sarebbero "i marocchini che li creano", riferendosi ai musulmani.

Non è la prima volta che Peralta manifesta davanti all'ambasciata del Marocco: già nel maggio 2021 aveva guidato una manifestazione davanti allo stesso edificio, gridando "morte all'invasore". Quell'episodio le è costato la condanna a un anno di reclusione per incitamento alla discriminazione e all'odio contro i migranti, confermata in appello proprio il giorno del nuovo gesto.

Il suo attivismo, secondo quanto lei stessa ha raccontato, inizia prestissimo: a 13 anni, età in cui dice di aver "scoperto" la propria identità di estrema destra. Prima il Sindicato Español Universitario, organizzazione vicina alla Falange, poi il gruppo neonazista Bastión Frontal, oggi sciolto. La sua visibilità cresce durante una commemorazione della División Azul, il corpo di volontari spagnoli arruolato nell'esercito nazista durante la Seconda guerra mondiale, quando pronuncia una frase che le vale la prima vera notorietà nazionale: attribuisce agli ebrei la colpa della guerra e difende l'operato della divisione.

In un'intervista a El Mundo del febbraio 2021, Peralta si definisce falangista, fascista, nazionalsocialista e negazionista dell'Olocausto, rivendicando ammirazione per Hitler e ostilità totale verso la democrazia parlamentare, Vox compreso, accusato di eccessiva moderazione: "Mi disgustano persino più di Podemos", dichiarò in quell'intervista.

Secondo quanto riportato da Adnkronos, che cita un'intervista rilasciata da Peralta a El Español nel 2021, le sue posizioni estremiste avrebbero causato una rottura con il padre, ex consigliere comunale del Partido Popular a Seseña, in provincia di Toledo, che l'avrebbe cacciata più volte di casa, spingendola a rifugiarsi a Lanzarote dalla madre, direttrice di una scuola buddista e contraria alle sue idee politiche.

I guai giudiziari non si sono fermati ai confini spagnoli: nel marzo 2022 Peralta è stata fermata all'aeroporto di Francoforte, dove le autorità tedesche le hanno trovato addosso una bandiera con la svastica e una copia del Mein Kampf, nell'ambito di una borsa di studio legata al gruppo estremista Der Dritte Weg. L'episodio le è costato l'espulsione dalla Germania, l'anno successivo Berlino le ha vietato l'ingresso a vita nel Paese, per motivi di sicurezza, secondo quanto riportato dalla stampa spagnola.