Ci sono momenti in cui il risultato di una partita, la classifica e persino il calcio passano inevitabilmente in secondo piano. È uno di quei momenti per Roberta Picchi, calciatrice del Como Women, alla quale è stato diagnosticato un carcinoma della mammella al termine di una serie di accertamenti medici.

Ad annunciarlo è stato lo stesso club lombardo, spiegando che la giocatrice inizierà ora il percorso terapeutico, accompagnata dallo staff medico della società e dalle équipe specialistiche che la seguiranno nelle cure.

Una notizia difficile, alla quale il Como Women ha scelto di rispondere non soltanto con le parole, ma con un gesto concreto: il rinnovo del contratto di Roberta fino al termine della stagione 2027/28.

Una decisione che va ben oltre l'aspetto sportivo. In un mondo nel quale troppo spesso un atleta viene valutato sulla base della disponibilità immediata, delle prestazioni e dei risultati, il club ha scelto di mettere al centro prima di tutto la persona. Il messaggio è semplice e potente: Roberta resta una componente della squadra anche adesso che la sua partita più importante si giocherà lontano dal terreno di gioco.

"Il Club si stringe attorno a Roberta e alla sua famiglia offrendo loro tutto il supporto necessario", ha fatto sapere la società, chiedendo allo stesso tempo che venga rispettata la privacy della calciatrice durante il percorso di cure e recupero.

Ed è probabilmente proprio questo l'aspetto più importante. Davanti a una diagnosi oncologica servono cure, competenza medica e forza, ma conta anche sapere di non essere soli. La vicinanza di una società sportiva, dei compagni di lavoro, degli amici e della famiglia può rappresentare un sostegno prezioso in un momento nel quale ogni certezza assume un valore diverso.

Il rinnovo fino al 2028 diventa così qualcosa di più di una firma su un contratto: è una promessa di presenza. Significa dire a Roberta che nessuno le sta mettendo un cronometro davanti, che oggi viene prima la sua salute e che il calcio potrà aspettarla.

Adesso non servono pressioni, previsioni o domande sui tempi di un eventuale ritorno in campo. Servono rispetto, discrezione e vicinanza.

Perché ci sono partite che non assegnano punti e non finiscono negli almanacchi, ma nelle quali sentirsi parte di una squadra può fare una differenza enorme. Quella di Roberta Picchi comincia adesso. E il Como Women ha già scelto da che parte stare: al suo fianco.