La maggioranza degli italiani condanna le proteste che sfociano in episodi di violenza e auspica un rafforzamento delle misure a tutela dell'ordine pubblico. È il quadro delineato dalla rilevazione condotta da Only Numbers e illustrata da Alessandra Ghisleri durante Filorosso, la trasmissione di Rai 3 condotta da Antonino Monteleone e andata in onda in prima serata il 20 ottobre. Interpellati sulla necessità di condannare o ascoltare le manifestazioni che degenerano in scontri, il 55,8% dei partecipanti al sondaggio si è espresso a favore della prima opzione, ritenendo che debbano essere "condannate senza se e senza ma". Di parere diverso il 37,6%, secondo cui è comunque necessario dare ascolto alle proteste. Il restante 6,6% non ha fornito una risposta.
La ricerca ha approfondito anche le ragioni alla base dei comportamenti dei giovani coinvolti in devastazioni e saccheggi. Per il 48,2% degli intervistati, questi episodi sono riconducibili sia a difficoltà educative sia a condizioni di disagio sociale. Il 30,4% attribuisce invece maggiore importanza alla mancanza di educazione, mentre per il 17,7% il fattore determinante è il disagio sociale. Non ha saputo rispondere o ha preferito non pronunciarsi il 3,7%.
"Il dato che colpisce di più è proprio quello relativo alle cause del fenomeno", ha spiegato Alessandra Ghisleri, “Quasi un italiano su due pensa che alla base ci sia un mix di disagio sociale e problema educativo. È una lettura molto più complessa rispetto a una semplice contrapposizione ideologica e mostra come i cittadini percepiscano la necessità di affrontare entrambe le dimensioni". La richiesta di un intervento più deciso da parte delle istituzioni risulta ancora più marcata quando si affronta il tema della sicurezza. Il 66% del campione è favorevole all'introduzione di provvedimenti più rigorosi per arginare disordini e violenze, mentre il 20,9% non condivide questa linea. Il 13,1% degli intervistati non ha espresso una posizione.
"Si tratta di un consenso molto ampio e trasversale", ha osservato Ghisleri., “Anche in aree dell'elettorato tradizionalmente più attente ai temi sociali emerge una richiesta significativa di regole più severe. Gli italiani dicono no alle violenze, pur continuando a distinguere tra chi manifesta pacificamente e chi trasforma la protesta in scontro". La risposta al fenomeno, tuttavia, non dovrebbe limitarsi all'inasprimento delle misure di sicurezza. La sondaggista ha richiamato l'attenzione sull'importanza dei percorsi educativi e dell'inclusione sociale: "La vera riflessione riguarda l'integrazione e l'educazione. Serve aiutare questi ragazzi a sentirsi parte della società, a comprenderne diritti e doveri. Non è una questione di destra o sinistra, ma di partecipazione, responsabilità e inclusione sociale", ha concluso.