Giuseppe Conte torna a colpire il centrodestra con una serie di dichiarazioni destinate ad alimentare il confronto politico. Il leader del Movimento 5 Stelle mette in dubbio la posizione di Giorgia Meloni sull'ipotesi di un'alleanza con Roberto Vannacci, sostenendo che la presidente del Consiglio potrebbe cambiare nuovamente idea dopo quelle che definisce le "pirotete" già compiute su altri temi politici.
Guardando al centrosinistra, Conte apre invece alla possibilità delle primarie, pur chiarendo che la priorità resta la costruzione di un programma condiviso. Secondo l'ex presidente del Consiglio, non c'è alcun motivo di temere uno strumento che considera un'importante occasione di partecipazione democratica, ma il confronto sui candidati dovrà arrivare soltanto dopo aver definito i contenuti dell'alleanza.
L'attacco più duro riguarda però il dibattito sulla legittima difesa riacceso dopo la condanna del gioielliere Mario Roggero. Per Conte, alcune proposte avanzate dal centrodestra rappresentano una deriva estremamente pericolosa e rischiano di trasformare il Paese in un "Far West", dove ciascuno si farebbe giustizia da solo. Il leader pentastellato sostiene che riconoscere la legittima difesa in casi come quello di Roggero aprirebbe la strada a una pericolosa escalation di violenza, con cittadini pronti a inseguirsi e a sparare per strada.
Nel suo ragionamento, Conte richiama anche un episodio del passato che coinvolse lo stesso Roggero, affermando che, seguendo quella logica, si sarebbe potuti arrivare a giustificare ulteriori azioni violente e rappresaglie personali, con il rischio di cancellare il ruolo dello Stato nella tutela della sicurezza.
L'ex premier critica inoltre quella che definisce una rincorsa tra Fratelli d'Italia e Lega a chi propone le misure più radicali sul tema della sicurezza, accusando i partiti di governo di utilizzare questi argomenti per distogliere l'attenzione da quelli che considera i loro fallimenti amministrativi.
Infine, Conte respinge qualsiasi paragone con il modello statunitense evocato nel dibattito politico, sostenendo che un'eccessiva diffusione delle armi e una concezione sempre più estesa della legittima difesa potrebbero alimentare un clima di insicurezza e di giustizia privata. Secondo il leader del Movimento 5 Stelle, la sicurezza dei cittadini deve continuare a essere garantita dallo Stato e non affidata all'iniziativa individuale.