In Corea del Sud la crisi demografica continua a spingere le amministrazioni locali verso misure sempre più mirate a favorire incontri, matrimoni e nuove famiglie. A Busan, nel distretto di Saha, è stato avviato un programma che prevede incentivi economici per le coppie che partecipano a iniziative organizzate dalle autorità locali.

Il piano non consiste in un unico assegno da 45 milioni di won, ma in una serie di contributi distribuiti nelle diverse fasi della relazione. Sono previsti sostegni per gli appuntamenti, per l’incontro tra le famiglie, per il matrimonio e per le spese legate alla casa.

Tra le misure figurano contributi da 500mila won per le spese degli incontri, un milione di won per gli appuntamenti tra le rispettive famiglie e fino a 20 milioni di won per il matrimonio. A queste somme possono aggiungersi ulteriori agevolazioni abitative, fino a raggiungere un valore complessivo vicino ai 45 milioni di won, poco meno di 30mila euro.

L’iniziativa nasce in un contesto segnato da un forte calo delle nascite e da una progressiva riduzione dei matrimoni. Sempre più giovani sudcoreani rinviano infatti la formazione di una famiglia a causa dell’alto costo della vita, delle difficoltà legate alla casa e dell’instabilità economica e lavorativa.

Per questo diverse amministrazioni stanno sperimentando formule nuove, dai programmi di matchmaking agli eventi dedicati ai single, fino agli incentivi economici per chi decide di sposarsi.

Il caso di Busan ha attirato attenzione anche fuori dalla Corea del Sud perché mostra fino a che punto la questione demografica sia diventata una priorità politica. Resta però aperto il dibattito sull’efficacia di queste misure: gli aiuti possono alleggerire alcune spese, ma difficilmente possono risolvere da soli le cause profonde che spingono molti giovani a rinunciare o a rimandare matrimonio e figli.