When you dupe, you dupe the consumer letteralmente: quando inganni, inganni il consumatore.
È questa la frase che la settimana scorsa ha fatto parlare la community make-up sul web. Si parla di Charlotte Tilbury , inglese, classe 1973, make-up Artist e imprenditrice dell'omonimo brand di trucchi, ha ultimamente rilasciato un'intervista alla BBC che ha fatto discutere i fruitori ed i lavoratori del settore.
Purtroppo il mondo beauty non si discosta molto, a livello di dinamiche, dal mondo della moda; fabbriche che producono magliette colorate per più marchi diversi dove non è la qualità a fare il prezzo (la stessa per tutti) ma l'etichetta che viene cucita alla fine, lo stesso processo avviene per i trucchi, la legislazione sulle formule attesta, che basta una minima variazione sulla formula, ad esempio, 0,1 grammi di olio di Argan in più o in meno, per brevettare e vendere in modo diverso il prodotto, anche se nella realtà la differenza è impercettibile.
E’ all'interno di questo mondo che la Tilbury torna ad esprimersi parlando dei doppioni (la copia più simile di un prodotto di alto profilo ma a basso costo) in maniera quasi classista e discriminatoria nei confronti di chi non può permettersi di spendere 30 € per un lucida labbra, definendo chi compra trucchi a buon mercato duplicare se stessi come se le persone fossero copie di un brand di fascia alta.
L'ipocrisia di tutta questa storia viene a galla con una semplice ricerca, mentre Charlotte afferma se potessi farmi a quei prezzi (i trucchi), li farei si dimentica che i suoi prodotti, ad esempio le matite labbra, vengono preparate dalla stessa azienda, la Schwan Cosmetics Germany, che lavora per l'italiana KIKO. Il packaging è praticamente identico se non per la brandizzazione, si possono quindi comprare prodotti validi a poco e prodotti poco validi a molto, serve solo pazienza e ricerca.
Per quanto riguarda la Tilbury forse un bagno di umiltà ogni tanto non farebbe male.