A San Siro, sabato pomeriggio, non c’era soltanto l’esordio in campionato dell’Inter. Sugli spalti del Meazza è tornato anche Leonardo Bove, il giovane milanese rimasto gravemente ferito nell’incendio di Crans-Montana e dimesso dall’ospedale Niguarda soltanto lo scorso 18 luglio.
Per lui, tifoso nerazzurro, il ritorno allo stadio ha rappresentato un altro passo importante dopo mesi difficili. Leonardo era stato ricoverato al Centro Grandi Ustioni del Niguarda in seguito al rogo scoppiato nella notte di Capodanno al locale Le Constellation, dove si trovava insieme ad alcuni compagni del liceo Virgilio. Nell’incendio morirono 41 persone, tra cui sei italiani.
Le fiamme lo avevano colpito soprattutto nella parte posteriore del corpo mentre cercava di raggiungere l’uscita. Da quel momento era iniziato un lungo percorso di cure e riabilitazione, durante il quale anche l’Inter aveva voluto fargli sentire la propria vicinanza.
A febbraio una delegazione del club, guidata dal presidente Giuseppe Marotta e composta anche da Federico Dimarco, Nicolò Barella, Francesco Toldo, Giuseppe Bergomi e Piero Volpi, aveva fatto visita ai giovani ricoverati al Niguarda e al personale sanitario. Successivamente Leonardo aveva incontrato anche il vicepresidente Javier Zanetti e ricevuto videochiamate e messaggi dai giocatori. Tra i regali anche una maglia numero 9 di Marcus Thuram personalizzata con la scritta “Leò”.
Sabato, finalmente, il ritorno a San Siro. Leonardo ha potuto assistere dal vivo alla vittoria dell’Inter per 4-1 contro il Monza, esultando insieme agli altri tifosi per una serata che, per lui, aveva inevitabilmente un significato diverso.
Dopo il lungo ricovero e i mesi trascorsi lontano dalla normalità, tornare sulle tribune del Meazza è diventato così un piccolo ma significativo simbolo del percorso di recupero che il giovane sta continuando ad affrontare.