Cinque poliziotti feriti e una prognosi di 30 giorni ciascuno a Crotone, agenti accerchiati e una volante danneggiata nel Fermano. Gli episodi degli ultimi giorni riportano al centro le condizioni in cui gli operatori di Polizia sono chiamati a intervenire, mentre torna nel dibattito la dura presa di posizione del sindacato sulla proposta di legge di Nicola Fratoianni in materia di identificazione e protezioni degli agenti. A Crotone, il 21 settembre, un cittadino nigeriano, dopo aver danneggiato alcune auto in sosta con un tubo metallico, si è scagliato contro gli agenti. La Questura ha riferito di cinque poliziotti feriti, tutti dimessi con 30 giorni di prognosi. Il questore Renato Panvino ha definito quello degli agenti un «intervento da manuale», sottolineandone «freddezza e professionalità».
Ha evidenziato inoltre che, pur avendo a disposizione anche il taser, gli operatori non hanno utilizzato armi e, dopo aver immobilizzato l'uomo, hanno impedito che venisse aggredito da alcuni cittadini. «La preparazione degli agenti ha quindi evitato che ciò accadesse», ha spiegato Panvino, esprimendo «sincera vicinanza» ai poliziotti feriti. Eppure lo stesso uomo un paio di mesi fa era stato considerato «non pericoloso» dal Tribunale di Bari, lasciandolo in libertà nonostante un provvedimento della questura di Crotone che ne aveva disposto il trasferimento nel Cpr di Bari Palese in seguito a una serie di reati e aggressioni collezionate dal nigeriano irregolare.
Sul caso Felice Romano, segretario generale del Siulp, ha parlato di una situazione che non può essere ignorata: «Non si può rimanere fermi a guardare i soliti violenti che, approfittando della certezza della totale impunità, aggrediscono poliziotti come bersagli predestinati perché preoccupati dalle conseguenze delle loro azioni professionali». E ha aggiunto: «Cinque poliziotti in ospedale con prognosi tutte di 30 giorni. E dai 30 giorni alla tragedia, lo spazio è veramente breve».
Nel Fermano, a Lido Tre Archi, una volante è stata invece circondata durante un controllo: gli agenti sono stati spintonati e, in un secondo intervento, l'auto di servizio è stata presa a calci e danneggiata. Due persone sono state successivamente identificate e denunciate. Il quadro riporta alla proposta presentata nel 2024 da Fratoianni e altri esponenti di Avs, che prevedeva un codice identificativo per gli agenti impegnati nell'ordine pubblico e limitazioni ad alcune protezioni individuali, tra cui parastinchi e giubbotti antitaglio. Giuseppe Tiani, segretario generale del Siap, contestò duramente l'iniziativa, definendola una proposta che «ci lascia basiti».
«Ricordo a Fratoianni che i poliziotti e le poliziotte non sono ascari al servizio di poteri non democratici che utilizzano milizie irregolari. La nostra istituzione e i suoi operatori sono al servizio della Repubblica e hanno offerto, com’è noto e con generosità un pesante tributo di vite spezzate per la tenuta della nostra democrazia». Le aggressioni di Crotone e del Fermano riportano così al centro il confronto tra identificabilità degli operatori, controllo dell'operato delle forze dell'ordine e strumenti necessari a tutelarne l'incolumità durante gli interventi.