La nuova crisi migratoria che ha travolto Ceuta riporta Ilaria Salis al centro delle polemiche. L'eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra ha pubblicato un post dai toni fortemente favorevoli all'accoglienza, sostenendo che "con vie legali e sicure per migrare in Europa" quanto accaduto nell'enclave spagnola non si sarebbe verificato e ribadendo che "la migrazione è un fenomeno umano ed economico".
Parole che arrivano mentre Ceuta è alle prese con una delle più gravi emergenze della sua storia recente. Oltre 50.000 migranti hanno attraversato il confine con il Marocco in poche ore, provocando il collasso dei servizi cittadini, mettendo sotto enorme pressione le forze dell'ordine e costringendo il governo spagnolo a mobilitare l'esercito e rafforzare i controlli. Almeno 57 persone hanno perso la vita durante l'assalto alla frontiera.
In quelle stesse ore sono circolate sui social immagini di supermercati circondati dalle forze di polizia, attività commerciali chiuse per timore di disordini e video che mostrerebbero episodi di saccheggi e tentativi di razzia. Va precisato che, mentre alcune immagini hanno alimentato un intenso dibattito online, non risultano al momento conferme ufficiali di saccheggi organizzati su larga scala, e diverse ricostruzioni diffuse sui social sono oggetto di verifiche e contestazioni.

Le dichiarazioni di Salis hanno quindi riacceso il confronto politico. Per i suoi sostenitori rappresentano un richiamo ai diritti umani e alla necessità di creare canali legali di ingresso; per i suoi critici, invece, ignorano gli effetti concreti che un ingresso incontrollato di decine di migliaia di persone può avere sulla sicurezza, sull'ordine pubblico e sulla tenuta delle città di frontiera.
L'eurodeputata continua inoltre a essere una figura divisiva anche per la sua vicenda giudiziaria. Arrestata a Budapest nel febbraio 2023, è imputata in Ungheria con l'accusa di aver preso parte ad aggressioni nei confronti di militanti dell'estrema destra durante le manifestazioni del cosiddetto "Giorno dell'Onore". Accuse che Salis ha sempre respinto, sostenendo la propria innocenza.
Dopo oltre un anno trascorso tra carcere e arresti domiciliari, la candidatura e la successiva elezione al Parlamento europeo nel 2024 le hanno consentito di ottenere l'immunità parlamentare europea. Grazie a questa tutela ha lasciato l'Ungheria ed è rientrata in Italia. In seguito il Parlamento europeo ha respinto la richiesta avanzata da Budapest di revocare l'immunità, ritenendo che vi fossero elementi tali da far ipotizzare un possibile fumus persecutionis. Il procedimento nei suoi confronti resta quindi sospeso finché manterrà il mandato da eurodeputata.
Oggi, da Ceuta, Salis torna a dividere l'opinione pubblica. Da una parte il suo appello a un'Europa più aperta all'immigrazione; dall'altra le critiche di chi ritiene che, davanti a una crisi che ha messo in ginocchio un'intera città e riaperto il tema della difesa delle frontiere europee, servano risposte diverse.