Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2026, introducendo una riforma destinata a incidere sull'organizzazione della rete italiana di distribuzione dei carburanti. Tra le principali novità figura un piano di razionalizzazione degli impianti, con l'obiettivo di ridurre progressivamente quelli considerati obsoleti o caratterizzati da bassi volumi di erogazione, favorendone la chiusura o la riconversione verso servizi legati alla mobilità a basse emissioni.

Secondo quanto illustrato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la riforma mira a rendere la rete distributiva più moderna ed efficiente, promuovendo investimenti nelle infrastrutture dedicate ai biocarburanti e alla ricarica dei veicoli elettrici. Il provvedimento introduce inoltre nuovi requisiti per l'apertura degli impianti, nell'ottica di accompagnare il comparto nella transizione energetica.

Una delle disposizioni centrali riguarda il rilascio delle autorizzazioni. L'attuale sistema basato sul meccanismo del silenzio-assenso sarà sostituito da un'autorizzazione espressa rilasciata dal Comune competente. I soggetti richiedenti dovranno dimostrare adeguata capacità tecnico-organizzativa ed economica, la regolarità contributiva, l'applicazione dei contratti collettivi di lavoro del settore e il superamento delle verifiche previste dalla normativa antimafia. Il disegno di legge disciplina inoltre le modalità di trasferimento della titolarità degli impianti a terzi.

Dal 1° gennaio 2028 entrerà in vigore un ulteriore requisito per le nuove autorizzazioni. Potranno infatti essere realizzati esclusivamente impianti che prevedano la distribuzione di almeno una forma di alimentazione alternativa ai combustibili fossili, come la ricarica elettrica o altre soluzioni coerenti con il processo di decarbonizzazione del settore dei trasporti.

A sostegno della trasformazione della rete viene istituito presso il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica il Fondo per la trasformazione della rete carburanti verso la mobilità green. La misura dispone di una dotazione pari a 40 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2028 al 2030, con risorse provenienti dal Fondo alimentato dai proventi delle aste delle quote di emissione di anidride carbonica (CO₂).

Le risorse del Fondo potranno finanziare contributi fino a 60 mila euro per ciascun impianto, nel limite massimo del 50% delle spese sostenute, destinati ai titolari che scelgano di riconvertire le stazioni di servizio in punti di ricarica per veicoli elettrici oppure in impianti dedicati alla produzione di biocarburanti. È inoltre previsto un indennizzo aggiuntivo fino a 20 mila euro per i gestori che, a seguito della riconversione dell'impianto, decidano di non proseguire l'attività.