Settembre rischia di trasformarsi nel mese più difficile per Andrea Sempio. Il 31 agosto il trentottenne perderà infatti il posto di lavoro nel negozio di telefonia dove è impiegato: il cambio di gestione comporterà la cessazione del rapporto per lui e per altri tre colleghi. Sempio spera in una riassunzione da parte della nuova gestione, ma la fortissima esposizione mediatica legata alla nuova inchiesta sul delitto di Garlasco potrebbe rappresentare un ostacolo. La sua presenza dietro il bancone, con giornalisti e curiosi che continuano a seguirne gli spostamenti, rischia infatti di pesare sulle valutazioni del nuovo gestore.
Il problema occupazionale arriva proprio mentre si avvicina un altro appuntamento ben più delicato. Entro il 28 settembre dovrebbero concludersi le nuove indagini coordinate dalla Procura di Pavia sull'omicidio di Chiara Poggi. Sempio è indagato per l'omicidio della giovane uccisa nella villetta di via Pascoli a Garlasco il 13 agosto 2007, mentre per quel delitto Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione. La Procura sta completando gli approfondimenti investigativi e le consulenze disposte nell'ambito del nuovo fascicolo e, qualora ritenga raccolti elementi sufficienti per sostenere l'accusa, potrebbe procedere con l'avviso di conclusione delle indagini previsto dall'articolo 415-bis del codice di procedura penale. Solo successivamente potrà eventualmente maturare una richiesta di rinvio a giudizio.
Uno scenario che potrebbe avere conseguenze enormi anche sul fronte della posizione di Alberto Stasi. Un eventuale processo a carico di Sempio, soprattutto se accompagnato dall'emersione di nuove prove incompatibili con la ricostruzione cristallizzata nella sentenza definitiva, potrebbe fornire alla difesa di Stasi nuovi elementi per valutare un'istanza di revisione. Non si tratterebbe, tuttavia, di un automatismo: la condanna di Stasi resta definitiva e soltanto un procedimento di revisione concluso favorevolmente potrebbe modificarla.
Nel frattempo la nuova indagine ha già avuto conseguenze pesantissime sulla vita quotidiana di Sempio. Dopo aver lasciato l'appartamento nel quale viveva a Voghera, è tornato nella casa di famiglia in via Canova insieme al padre Giuseppe e alla madre Daniela Ferrari. Anche la sua quotidianità si sarebbe drasticamente ridotta: niente vacanze, lavoro e soltanto qualche sporadica serata con gli amici, mentre l'attenzione mediatica continua ad accompagnarlo.
Gli investigatori, intanto, proseguono con gli approfondimenti e le consulenze supplementari nel tentativo di verificare e consolidare l'ipotesi investigativa che ha riportato Sempio al centro del caso diciannove anni dopo l'omicidio. Il punto decisivo arriverà nelle prossime settimane, quando la Procura dovrà stabilire se gli elementi raccolti siano sufficienti per chiedere che il trentottenne affronti un processo oppure se il nuovo capitolo investigativo debba avere un esito differente.
Per Andrea Sempio, dunque, settembre potrebbe segnare un doppio spartiacque: da una parte l'incertezza sul lavoro, dall'altra una decisione giudiziaria destinata, qualunque sia l'esito, a incidere profondamente non soltanto sulla sua vita ma sull'intera storia processuale del delitto di Garlasco.