Cinema, danza e preparazione fisica si incontrano alla Festa del Cinema di Roma, dove Deva Cassel ha presentato L’amore immortale – Le Fantôme de l’Opéra, il nuovo film diretto da Alexandre Castagnetti, che propone una reinterpretazione contemporanea del celebre romanzo di Gaston Leroux. Un progetto che ha richiesto alla giovane attrice un percorso di preparazione particolarmente impegnativo, attraverso il quale ha avuto l’opportunità di confrontarsi con una disciplina complessa come la danza classica.
Presentato nella sezione Grand Public della manifestazione, il film racconta la storia di Anastasia, una giovane ballerina che entra a far parte dell’Opéra di Parigi e che, durante le prove di uno spettacolo, si ritrova coinvolta in una misteriosa vicenda sentimentale, nella quale realtà e fantasia finiscono per intrecciarsi. Nel cast, accanto a Cassel, figurano anche Romain Duris, Julien de Saint-Jean e Laika Blanc-Francard.
Sul red carpet romano, Deva Cassel ha raccontato le difficoltà affrontate per entrare nel personaggio, spiegando come il lavoro non si sia limitato alla recitazione, ma abbia richiesto un allenamento quotidiano capace di mettere alla prova sia il corpo sia la mente.
«È stato un impegno importante, un ruolo con cui mi sono confrontata attraverso almeno tre mesi di preparazione, tutti i giorni, esclusi i fine settimana, dalle nove del mattino fino alle sette, otto di sera», ha spiegato l’attrice, sottolineando quanto fosse necessario acquisire almeno le basi della disciplina per riuscire a rendere credibile la propria interpretazione.
Un percorso faticoso, ma che Cassel considera particolarmente significativo per la propria crescita artistica. «È stato un allenamento tosto, però ne è valsa la pena perché mi ha dato tantissimo, soprattutto il rigore e la disciplina necessari anche soltanto per provare a entrare nel mondo della danza», ha raccontato.
L’esperienza ha avuto anche una dimensione personale, perché il confronto con le esigenze fisiche ed emotive del personaggio le ha permesso di sviluppare una maggiore consapevolezza delle proprie capacità. Un insegnamento che, secondo l’attrice, continuerà ad accompagnarla anche nei prossimi lavori, ben oltre la conclusione delle riprese.
A raccontare l’emozione del set è stata anche Laika Blanc-Francard, che ha descritto il film come la realizzazione di un desiderio coltivato fin dall’infanzia. Per lei, infatti, interpretare una ballerina all’interno di un teatro d’opera rappresentava qualcosa di particolarmente importante, tanto da rendere i primi momenti di lavorazione carichi di emozione.
«All’inizio ero molto nervosa perché era il mio sogno fin da quando ero bambina interpretare una ballerina all’Opera ed essere una ballerina di danza classica», ha spiegato, ricordando l’agitazione provata davanti alla possibilità di dare finalmente forma a quel desiderio.
La tensione iniziale ha però lasciato spazio a un’esperienza che l’attrice ha definito straordinaria, soprattutto grazie al clima costruito durante le riprese e ai rapporti con gli altri interpreti. «È stata un’esperienza fantastica, tutti sono stati gentilissimi e incontrare Deva e tutti gli altri attori è stata una cosa davvero straordinaria», ha aggiunto.
Le testimonianze delle due attrici mettono così in evidenza uno degli aspetti più importanti del progetto: il lavoro necessario per portare sullo schermo un mondo nel quale la danza non rappresenta soltanto un elemento scenografico, ma diventa parte integrante della narrazione e dell’identità dei personaggi.
Con L’amore immortale – Le Fantôme de l’Opéra, Castagnetti riporta sul grande schermo una storia che intreccia mistero, romanticismo e dimensione fantastica, scegliendo l’ambientazione dell’Opera di Parigi per raccontare le ambizioni e le emozioni.
Al di là dell'aspetto cinematografico, il film offre inoltre uno sguardo su una disciplina nella quale talento e passione devono necessariamente confrontarsi con il sacrificio quotidiano. La danza classica richiede infatti una preparazione costante, una notevole resistenza fisica e una capacità di controllo del corpo che gli interpreti hanno dovuto avvicinare anche per esigenze di copione.
È proprio questo uno degli aspetti che emerge maggiormente dalle parole di Deva Cassel, per la quale il percorso di preparazione si è trasformato in un'esperienza di crescita personale. Il lavoro svolto nei mesi precedenti alle riprese le ha consentito non soltanto di comprendere meglio il mondo della danza, ma anche di sviluppare un rapporto diverso con il proprio corpo, imparando a riconoscerne limiti e potenzialità.
Per Laika Blanc-Francard, invece, il progetto ha rappresentato soprattutto l'occasione di avvicinarsi a un universo che aveva sempre ammirato, trasformando un desiderio dell'infanzia in un'esperienza professionale. L'emozione del primo incontro con il set e con gli altri attori ha accompagnato un percorso che, nelle sue parole, è stato caratterizzato anche dalla collaborazione e dal sostegno reciproco.
La presenza delle due attrici alla Festa del Cinema di Roma ha permesso così di raccontare il lavoro che si nasconde dietro una produzione cinematografica, soprattutto quando la recitazione deve intrecciarsi con competenze artistiche specifiche.
L'amore immortale – Le Fantôme de l'Opéra propone dunque una storia in cui il fascino del teatro e il mistero della vicenda sentimentale si accompagnano alla dimensione più concreta della danza, fatta di allenamento, disciplina e dedizione. Un'esperienza che, almeno per le sue interpreti, sembra aver lasciato un segno destinato ad andare oltre il film stesso.