Prima ancora di decidere se candidarsi, Alessandro Di Battista ha già un numero da mettere sul tavolo. Una lista guidata dall’ex deputato del Movimento 5 Stelle supererebbe il 3% nelle intenzioni di voto, secondo la rilevazione commissionata a Ipsos Doxa da Schierarsi, l’associazione che ha cofondato. L’ipotesi è allo studio e l’associazione ha già esaminato i passaggi necessari per presentare le liste, a partire dalla raccolta delle firme.

Il sondaggio stima anche un bacino potenziale vicino al 13%. È la platea più ampia che potrebbe prendere in considerazione la lista, mentre il dato sulle intenzioni di voto si ferma poco sopra il 3%. Di Battista gode della fiducia del 41% di chi lo conosce ed esprime un giudizio. La quota supera il 50% al Sud, nelle periferie delle grandi città e tra le persone in maggiore difficoltà economica. La rilevazione indica nell’astensione il principale bacino da cui una sua lista potrebbe attingere.

Per Giuseppe Conte la questione è anche politica. Di Battista ha lasciato i Cinque Stelle nel 2021, quando il Movimento ha scelto di sostenere il governo Draghi. Una sua lista potrebbe tornare a parlare a una parte degli elettori che si riconoscevano nel M5S delle origini. Per il campo largo, la differenza la farebbe la scelta delle alleanze. Se Schierarsi corresse da sola, anche pochi punti potrebbero pesare nei collegi più combattuti, soprattutto se una parte arrivasse da elettori oggi orientati verso l’opposizione.

A settembre Di Battista è stato operato a Cuba per la rimozione di un tumore e ha indicato la salute come sua priorità. Schierarsi tiene aperta l’ipotesi elettorale. E se l’ex deputato decidesse di tornare in campo con una lista autonoma, Conte e Schlein dovrebbero fare i conti anche con lui.