Il nome di Saul Steinberg senza un'immagine che l'accompagni dice poco o nulla alla maggior parte dei lettori. Ma il suo tratto stilistico nell'uso dell'inchiostro per disegnare lo hanno eletto uno dei maggiori disegnatori e illustratori del Ventesimo secolo. Se a una delle sue vignette si aggiunge la sua fotografia, divenuta iconica, che lo cattura con un sacchetto di carta infilato in testa con l'espressione disegnata sopra allora i neuroni volano e le sinapsi esplodono . Steinberg è stato uno "scrittore che ha disegnato" per tutto il corso della sua esistenza con uno stile inconfondibile, inimitabile. Adelphi editore pubblica il suo primo grande successo editoriale in un maxiformato che trasforma il libro in opera d'arte a un prezzo accessibile, rendendo le sue opere finalmente fruibili a tutta pagina. Esplose nel nitore del foglio per il quale sono state concepite.

Le sue vignette satiriche apparse sul New Yorker sono complesse e filosofiche, Steinberg illustra "concetti astratti e grandi misteri con la stessa fine immediatezza con cui disegna aneddoti della vita quotidiana, leggero e profondissimo.Mai prima di allora un cartoonist aveva azzardato ricerche tanto audaci: il suo umorismo poetico amplia gli orizzonti, rovescia prospettive, scopre nel familiare qualcosa di inatteso, spiazza il lettore con associazioni imprevedibili. E appare chiaro per quale ragione Steinberg si definisse "uno scrittore che disegna": i lavori inviati da vari fronti di guerra che attraversò (Cina, India, Nordafrica, Italia) durante il secondo conflitto mondiale sono veri e propri reportage per immagini, tra scene di vita militare e "quadri d’ambiente", dove osservazione e riflessione, tratto grafico e racconto coincidono. Dobbiamo allora, come osserva Tullio Pericoli in un illuminante contributo a mo' di postfazione, essere grati a Steinberg non solo per l’unicità della sua linea ma, soprattutto, perché più di chiunque altro ha acuito le nostre capacità visive, facendoci scoprire che "gli occhi possono servirci anche per pensare" e che dunque, appunto, "vedere è pensare".
SAUL STEINBERG
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ADELPHI EDITORE 2026