Si chiamava Zeus, aveva appena tre anni e stava facendo quello che qualsiasi cane avrebbe fatto al suo posto: proteggere la propria casa e la famiglia con cui viveva. Un abbaio per segnalare la presenza di uno sconosciuto, poi due colpi di fucile che hanno spezzato la sua vita. È una storia di violenza e dolore quella che arriva da Olbia, in Sardegna, dove un pastore maremmano è stato ucciso la mattina dell'8 ottobre, a pochi metri dall'abitazione dei suoi proprietari, in località Su Trambuccone.

Secondo la ricostruzione fornita dalla Lida di Olbia e dal proprietario dell'animale, tutto sarebbe cominciato con l'ingresso di un cacciatore armato in un terreno privato e recintato. L'uomo sarebbe stato invitato ad allontanarsi, ma poco più tardi si sarebbe verificato l'episodio drammatico. Zeus, accortosi della presenza di uno sconosciuto, avrebbe iniziato ad abbaiare. Una reazione istintiva, soprattutto per un pastore maremmano, razza conosciuta per il forte senso di protezione del proprio territorio.

L'uomo avrebbe inizialmente tentato di allontanare il cane lanciandogli delle pietre. Poi avrebbe imbracciato il fucile, esplodendo due colpi contro l'animale. Zeus è morto vicino alla casa nella quale era cresciuto, trasformando una mattina apparentemente normale in un incubo per i suoi proprietari.

Ma il racconto della famiglia contiene particolari ancora più inquietanti. Il cacciatore, secondo quanto denunciato, avrebbe cercato di trascinare il corpo senza vita del cane verso un canalone, presumibilmente per nasconderlo. Il proprietario, intervenuto dopo aver sentito gli spari, sarebbe stato a sua volta minacciato con il fucile. Circostanze gravissime che sono adesso oggetto degli accertamenti degli investigatori.

I carabinieri hanno identificato il cacciatore e disposto il sequestro del fucile che sarebbe stato utilizzato per uccidere Zeus, oltre che delle altre armi in suo possesso. È stata inoltre sospesa la licenza di caccia e l'uomo è stato segnalato alla Procura della Repubblica per diverse ipotesi di reato, sulle quali dovranno essere accertate le responsabilità. La salma del pastore maremmano è stata sottoposta a sequestro per consentire gli esami veterinari disposti dall'autorità giudiziaria.

La Lida di Olbia, guidata da Cosetta Prontu, ha annunciato che affiancherà la famiglia nella battaglia legale, chiedendo che venga fatta piena luce sull'accaduto e che siano adottati provvedimenti severi nei confronti del responsabile. L'associazione intende inoltre costituirsi parte civile nell'eventuale procedimento giudiziario.

Resta soprattutto il dolore di una famiglia che ha perso un animale cresciuto e amato come parte integrante della propria vita. Zeus non era un cane abbandonato, non vagava per strada e non si trovava lontano dalla propria abitazione. Era nel luogo che conosceva meglio, quello in cui avrebbe dovuto sentirsi protetto. Secondo la ricostruzione dei proprietari, il suo unico gesto è stato abbaiare davanti a una presenza estranea.

La vicenda riapre inevitabilmente anche il dibattito sulla sicurezza delle attività venatorie in prossimità delle abitazioni e sulla responsabilità di chi utilizza armi da fuoco. Ma al di là degli accertamenti giudiziari, rimane una domanda difficile da ignorare: com'è possibile che un cane di appena tre anni possa perdere la vita per aver semplicemente cercato di difendere la propria casa?

Zeus non potrà più tornare dalla sua famiglia. E per chi lo amava, il silenzio lasciato dalla sua assenza sarà certamente più doloroso di qualsiasi abbaio.