Momenti di forte tensione a Trieste, dove una manifestazione legata alla morte dei due giovani trovati senza vita domenica scorsa all’interno del Magazzino 18 di Porto Vecchio è degenerata in scontri tra i partecipanti e le forze dell’ordine. Circa 200 persone hanno preso parte alla protesta, inizialmente pacifica, culminata nel tentativo di occupazione dell’ex mercato di via Flavio Gioia.

Un gruppo di manifestanti ha forzato l’ingresso della struttura, chiedendo un confronto con le istituzioni: “Vogliamo parlare con il prefetto o il questore”. Dopo l’ingresso nell’edificio e l’apertura di un estintore, gli agenti in tenuta antisommossa sono intervenuti per riprendere il controllo della situazione. All’esterno si sono verificati diversi scontri, durante i quali alcuni poliziotti sono rimasti feriti. Tra questi anche il vicario della Questura di Trieste, Leonardo Boido, colpito alla testa da una bomba carta. “Una bomba carta mi ha colpito in testa - ha raccontato raggiunto telefonicamente - e per fortuna che è esplosa una volta caduta a terra”. Un altro funzionario è stato raggiunto da una pietra a una gamba, mentre un ulteriore agente dei reparti mobili ha riportato ferite.

Nel corso degli incidenti - scrive 'Trieste Prima' - una giovane manifestante è stata fermata e accompagnata in Questura. Da qui la decisione di una parte dei partecipanti di lasciare la zona della stazione e raggiungere via del Teatro Romano, dove circa 150 persone hanno organizzato un presidio davanti agli uffici di polizia, chiedendo il rilascio della ragazza, indicata negli slogan come “la compagna Letizia”. Sul posto il Reparto mobile, i carabinieri e la Digos, schierati a protezione dell'edificio. La protesta si inserisce in un contesto di tensioni crescenti tra piazza Libertà e Porto Vecchio, alimentate dalle disposizioni della Questura sulla gestione degli aiuti ai migranti e dalla successiva chiusura dei magazzini 18 e 19, decisa dalla Prefettura dopo la morte dei due giovani.

"L'occupazione degli spazi comunali di via Gioia da parte di facinorosi e immigrati e gli scontri con la polizia non accadono per caso: sono la conseguenza evidente del clima da scomposta campagna elettorale che è riuscita a trasformare la tragica morte di due persone — del tutto estranee ai temi dell'accoglienza — in una presunta mancanza delle istituzioni". Sono le parole dell'assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti commentando la manifestazione che si è tenuta in piazza Libertà.