Si è svolto nell’Aula Magna della Sapienza Università di Roma il primo dibattito pubblico tra i candidati alla carica di rettore dell’Ateneo per il sessennio 2026-2032. Al termine del confronto, l’Unione degli Universitari di Roma (UDU Roma) ha riportato al centro della discussione il tema dell’“Università Costituzionale”, indicando in questo principio uno degli elementi attraverso cui valutare le prospettive future dell’istituzione.

Secondo l’organizzazione studentesca, il dibattito tra i candidati ha evidenziato differenti impostazioni e visioni sul futuro della Sapienza, ma anche la necessità di affrontare alcune questioni che, secondo l’UDU Roma, gli studenti pongono da tempo. Tra queste figurano il diritto allo studio, la libertà accademica, il pluralismo, la qualità della formazione e il ruolo dell’università nella promozione della pace.

Nel documento diffuso dopo il confronto, l’UDU Roma definisce l’“Università Costituzionale” come un modello fondato sui principi di un Ateneo pubblico, autonomo, libero, laico e pluralista, capace di operare senza condizionamenti esterni e di garantire piena attuazione alla funzione attribuita all’istruzione superiore dalla Costituzione.

Tra gli aspetti richiamati dall’associazione c’è anche il rapporto tra dimensione dell’Ateneo ed eccellenza. Nel corso del confronto, il professor Fabio Lucidi ha affrontato, secondo quanto riferito dall’UDU Roma, la contrapposizione tra università di massa e università di eccellenza. Per l’organizzazione studentesca, il caso della Sapienza dimostrerebbe come ampia partecipazione e qualità accademica possano coesistere.

L’UDU Roma sottolinea in particolare la dimensione internazionale e numerica dell’Ateneo, indicando nella possibilità di coniugare accessibilità e qualità uno degli elementi distintivi del sistema universitario. In questa prospettiva, il diritto allo studio viene individuato come uno degli strumenti centrali per favorire la mobilità sociale e ampliare le opportunità formative.

L’associazione richiama infine l’importanza di riconoscere le differenze presenti nella comunità universitaria come una risorsa, collegando il futuro della Sapienza alla capacità dell’Ateneo di garantire condizioni di partecipazione e opportunità a tutte le componenti della propria comunità.

Le elezioni per il nuovo rettore riguarderanno dunque anche il ruolo che la Sapienza intenderà assumere nei prossimi sei anni. Il confronto tra i candidati proseguirà nelle prossime fasi della competizione, mentre le rappresentanze studentesche chiedono che le esigenze degli studenti restino tra gli elementi centrali del programma della futura governance.